I PRADI
Giunti poi ai Pradi, si può apprezzarne la tranquillità e bellezza, lo scrosciare delle acque copre i rumori dei mezzi che transitano nella soprastante strada statale e sembra quasi di trovarsi in unoasi. E proprio lacqua
lelemento che caratterizza il luogo: la cascatella del Rivalent, quella un
po più ricca dacqua del Rizzagn, lo scorrere del torrente Noce, i
molti rigagnoli che sgorgano dalla base della parete rocciosa, il lavatoio. Qualche anno
fa il luogo era più frequentato che non ora. Molte donne del paese vi si recavano di
inverno a lavare i panni al lavatoio perché la temperatura dellacqua era mite e
sempre costante durante tutto lanno. Anche la superficie utile era tutta coltivata
mentre ora si può notare qualche appezzamento abbandonato da anni con le piante da frutto
ricoperte di edera e licheni. Più a sud, nei pressi del confine con il Comune catastale di Taio, si può ancora vedere una piccola costruzione in muratura che era la stazione di partenza della teleferica usata per il trasporto dei blocchi di tufo estratti nelle vicinanze (i tovi) nella soprastante località Raut da Ral, adiacente alla strada statale. Da qui i tovi venivano trasportati alla «porlantica» di Tassullo. Dei Pradi troviamo una breve descrizione nella già citata opera del Pinamonti che guardando da Tassullo osserva: «Di là dalla riviera riguardando a destra, una caduta di acqua, (la cascata del Rizzan) unampia prateria, un bosco di querce ed uno di abeti; e nel fiume grandi massi, altri nudi ed altri coperti di erba». |