I NOMI
LOCALI
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Sono riuscito a raccogliere ben 181 toponimi, dei quali però solo una parte è abitualmente usata; degli
altri si è persa la memoria complici i seguenti fattori: il passaggio da
un’economia esclusivamente rurale quale era stata per molti secoli fino
all’inizio del XX° secolo, ad un’altra incentrata su molteplici attività
spesso estranee al mondo agricolo; le divisioni ereditarie con frantumazioni
ed alienazioni dei fondi, spesso a favore di persone estranee al perimetro
catastale.
Qualche toponimo appartenente
ad altri C.C. limitrofi, e qualcun altro sparito con l’invaso artificiale di
S. Giustina è stato ugualmente considerato in quanto fa o faceva parte
dell’uso quotidiano dei paesani.
I nomi locali in base alla
fonte di acquisizione si possono suddividere nei seguenti gruppi:
acquisiti per conoscenza diretta;
acquisiti interpellando qualche persona
anziana in paese;
risultanti dalle mappe catastali del 1859,
1874 e 1909;
trovati nel Libro Fondiario;
emersi dal Catasto teresiano del 1780;
venuti alla luce durante la consultazione di vari documenti;
Un’altra distinzione può
essere la seguente:
toponimi tutt’oggi usati nella parlata comune e quindi con una
ben definita collocazione; (in grassetto nell’elenco)
toponimi non più usati ma egualmente identificabili con una
certa sicurezza; (in carattere normale nell’elenco)
toponimi caduti in disuso e di dubbia collocazione; (in corsivo
nell’elenco)
Nella stesura della mappa catastale dell’anno 1859 era stato suddiviso il territorio in 8 settori (con le lettere dall’ A all’ H) detti “contrade” qui sotto riportate:
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Settore |
Contrade |
n° delle P.F: |
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A |
PRATI |
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B |
CROCE |
dal n. 226 al 389 |
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C |
RIGAI |
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D |
PIAZZE |
dal n. 446 al 481 |
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E |
CAVAUDEN |
dal n. 482 al 550 |
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F |
CAMPOBELLO RAUTI |
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G |
RAUTI |
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H |
BRAIDE |
dal n. 828 al 884 |
Tale distinzione è stata
mantenuta anche nelle stesure successive del 1874 e 1909 e nel Libro Fondiario
dove qualche particella o gruppo di particelle è designato con nome
specifico.
Anche nei documenti è facile
trovare la designazione di un luogo fatta menzionando prima il toponimo
specifico e poi uno degli otto predetti settori.[1]
I nomi delle strade sono stati
trattati tenendo in considerazione il toponimo del luogo da esse servito.
Sono pure toponimi anche Lac
(Lago di S. Giustina), Nos (fiume Noce) ed Eremo (Eremo di S. Giustina).
Nella lista ho inserito anche
il toponimo Val de Dermul, anche se non appartenente al nostro comune
catastale. Questo, perché mi sembrava giusto ricordare quella parte di
montagna che nei secoli passati era appartenuta alla nostra comunità.
Dei toponimi qui elencati nella
forma popolare[2] ed in ordine alfabetico,
sono riportate le altre forme note, le fonti, l’anno di menzione sui
documenti e relativa forma se diversa da quella attuale,[3]
il foglio della mappa catastale di appartenenza, significato, descrizione del
luogo e qualche notizia particolare.
Nelle pagine successive per una
immediata localizzazione, i nomi sono stati suddivisi in tre gruppi e
distribuiti sulla riproduzione in scala ridotta dei tre fogli della mappa
catastale di Dermulo.[4]
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ACD |
Archivio Comune di Dermulo (c/o Comune di Taio) |
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ADT |
Archivio Diocesano di Trento |
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APT |
Archivio Parrocchiale di Taio |
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AST |
Archivio di Stato di Trento |
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BCT |
Biblioteca Comunale di Trento |
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CC |
Comune Catastale |
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CD |
Conoscenza diretta |
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E |
Est |
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F1 |
Foglio 1 |
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F2 |
Foglio 2 |
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F3 |
Foglio 3 |
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IP |
Informatore del paese |
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LF |
Libro Fondiario |
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MC |
Mappe Catastali |
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N |
Nord |
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O |
Ovest |
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S |
Sud |
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SP 7 |
Strada Provinciale n. 7 (Per Coredo) |
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SS 43 |
Strada Statale n. 43 (Proviene da Taio e prosegue per Cles) |
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SS 43 dir |
Strada Statale n. 43 diramazione (Parte da Dermulo e prosegue per Sanzeno) |
| Mappa Foglio 1 | Mappa Foglio 2 | Mappa Foglio 3 |
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![]() |
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NOME |
FONTE |
DESCRIZIONE |
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F1 IP |
Deriva dal nome dialettale del pioppo. Si trova a N del Ciamperdon fra le case di Bruno Emer e Ilda Inama.
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Andróna (l’)
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F3 CD ACD1909 |
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Audaral (al) |
F2 AST 1575 |
(Laudaral, Auderal) Si tratta sicuramente della forma originaria di Raut da Ral.
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Bassa Italia (zo
‘n) |
F3 CD |
Sono così denominate le case ex 26,27,31 e 32 a valle della Strada Romana e anche la stessa strada.
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Bazzolera |
Libro: Taio nel XV e XVI Secolo |
Luogo non identificabile dove nel 1438 si incontrarono i rappresentanti di Coredo, Taio e altri paesi per trovare un accordo sulla spartizione della montagna.
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Beltrami (ai) |
APT 1535
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Luogo non identificabile che sicuramente ha preso il nome dai proprietari. A Coredo nel '500 e ‘600 esisteva il cognome Bertram.
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Bertolda (ala) |
AST1680 |
Bosco descritto nei pressi di un “rido” (il Rivalent?) e confinante con la proprietà di un Valemi di Taio. Per questo motivo si può azzardare l’ipotesi che si trovasse a O di Sass, e quindi corrisponda all’odierna Crona dele Marzole.
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Bertùs (fòr al)
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F1 CD LF APT1710 AST1554 |
Deriva dal nome proprio Alberto forse l’antico proprietario. La stessa cosa si può dire di Bertuse e Bertusel. B. era anche un cognome di Coredo oggi estinto. Frutteti racchiusi fra la SS 43 dir e la strada delle Plazze, a S dei Visenzi e a N delle Doivie. Nel 1780 si trova anche il toponimo Bertusel forse perché gli antichi proprietari (fra cui la chiesa) avevano due fondi nello stesso luogo, di cui uno di dimensioni più ridotte.
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Bertùse
(fòr ale) |
F1 CD ACD1857 LF MC AST1695 |
Frutteti posti a N delle Marzole. Il nome ha la stessa origine di Bertùs; in passato probabilmente le due località appartenevano alla stessa persona.
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Bertusel
(al) |
AST1780 APT1749 |
(Bertuselo) Forse si trattava di un piccolo terreno situato nella zona del Bertus, ma non si hanno altri elementi per confermare ciò.
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Blaùm (fòr al) |
F1 CD ACD1828 LF MC AST1681 |
Piccolo frutteto e bosco posto a E della strada delle Plazze in corrispondenza dei Visenzi. |
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Bórgo (el) |
F3 CD ACD1910 |
Si intende la parte di paese che si trova a N del Rio Pissarecel. E’ chiamata Via del Borgo (una volta Via Borgo), la strada che dalla chiesa nuova scende ad incrociarsi con la Strada Romana. Questo toponimo era già usato almeno dal 1876, tanto che appare citato assieme alla Zità nella poesia “En viaz atorn la Val de Non” di Bepo Sicher di Coredo.
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Bràide
(fòr ale) |
F2 CD MC LF ACD 1860 AST1550 |
Il nome si riscontra anche in altri paesi e sta ad indicare dei pezzi di terreno coltivati nelle vicinanze del paese. A Dermulo sono dei frutteti che si estendono a N del Rizan, a cavallo della SS 43 e a O di Ciamblonc. Dalla SS 43, in prossimità della casa di Lorenzo Endrizzi si dirama la Strada delle Braide che dopo una breve salita e aver incrociato la strada che scende dal Ciamblonc, prosegue fino ad attraversare il Rizzan per portarsi sul CC di Taio. |
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F3 AST1780 |
Piccolo broilo, cioè prato alberato adiacente all’abitazione. Nel 1780 era proprietà di Romedio Maria Mendini e quindi potrebbe essere appunto la parte di terreno oggi di Gianni Emer a S di casa sua.
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Brusadìz
(fòr al) |
F1 ACD1822 IP AST1672 |
(Brusadizzi, Brusadicci) E’ la zona che si trova a destra della SP 7 di Coredo in corrispondenza con l’incrocio con la SS 43 dir. Da certi documenti sembra che il nome fosse esteso anche al bosco comunale in località Laste.
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Bus dele Angàne (zó al) |
Piccolo anfratto nella roccia nei pressi della località Doss. Le angane erano delle figure leggendarie non dissimili alle streghe che vivevano nell’acqua.
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Busa (fòr ala) |
F1 CD LF |
Frutteto posto fra il Gomer e le Ciasette costituito solo dalla p.f. 466.
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Busa (la) |
F1 IP ACD1881 |
Bosco in pendenza posto a valle della strada di Ciambiel dove questa incrocia la strada delle Plazze. (E’ costituita essenzialmente dalle p.f. 390 e 391).
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AST1780 |
Nel catasto teresiano si legge “arativo al Campo Cordin” proprietà di Romedio Maria Mendini e quindi “paga il livello alla canonica di S. Zeno”. Il toponimo fa riferimento a Cordini, cognome in passato molto diffuso a Dermulo, ma estinto già alla fine del Settecento. Probabilmente un Cordini era proprietario di questo fondo nominato anche nel 1803 e forse ubicato nella zona delle Ciasete.
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F1 ADT1700 |
Probabilmente grare sta per glare, cioè ghiaie. Terreno nella zona di Cavauden.
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AST1798 |
(Camvielmo) Sembrerebbe una storpiatura di Ciambiel, ma sicuramente non è così poichè i due toponimi nel 1803 si trovano casualmente citati assieme. Forse un Vielmo o Guglielmo era proprietaria del campo.
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F3 AST1774 AST1554 ADT1691 |
(Cianvar, Canevari, Caniparo) Il nome deriva da ciano ossia la pianta di canapa. Nel nostro caso si trattava di un prastello broilivo nella zona ai Orti presso Cristano Emer che Bonifacio Betta aveva acquistato da Bortolo Mendini nel 1774.
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Canton (al) |
AST1567 |
Era una località nella zona delle Stregle Longe.
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Casteletto (al) |
F3 IP AST1801 |
(Ciastelet, Castiel) Era così chiamata la zona una volta prativa che dal Ciapitel si estendeva fino alla casa più tardi n. 9-12 a volte pure chiamata Ciastelet o Castiel.
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Castelnero (al) |
F3 IP ACD1908 |
Dovrebbe trattarsi dello stesso toponimo di Casteletto secondo quanto riferitomi da Silvio Chistè. In un atto di compravendita designava invece un bosco (p.f.768) nella località Ciampet, venduto dagli eredi di Celeste Mendini al Comune di Dermulo nel 1909. Forse il bosco una volta era della casa al Ciastelet.
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Chiesura (la) |
F3 LF ACD1910 AST1690 |
(Clesura?) Era così designata la zona racchiusa fra la Ciavada e il ri Pissaracel. Prima della costruzione della galleria della ferrovia Trento-Malè il luogo aveva un’altra morfologia: a S della Ciavada i prati declinavano in direzione E-O verso il Pissaracel. Il materiale di scavo della galleria fu sistemato a valle verso il rio che fu incanalato. Quindi si formò l’odierno piazzale fra l’albergo Victory e la chiesa.
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Ciambièl (fòr a) |
F1 CD LF APT1618 MC ACD AST1554 |
(Cambiel, Campobello) Significa campo fertile e designa la zona coltivata a frutteto delimitata da O dalla SS 43, da E dalla strada denominata appunto di Ciambiel. Con il nome Campobello Rauti sulle mappe si intende una zona molto più ampia di quella sopra descritta. Personalmente ritengo che Campobello sia una traduzione errata del nome C. che forse non indicava un campo “bello” ma un campo piccolo (Ciampièl). Nei secoli passati inoltre all’interno della zona v’erano molti altri toponimi come si vedrà più avanti.
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Ciamblònc (fòr a) |
(Campolongo) Vasti frutteti che si estendono a E della strada delle Braide, oltrepassando pure la Strada del Mas.
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Ciamperdón (fòr al) |
F1
IP LF |
(Campotondo, Camperdon) Significa campo rotondo. Località costituita essenzialmente dalla p.f. 346 a valle della SS 43 dir in prossimità del bivio per Coredo. Oggi su parte di questa particella si erge la casa di Bruno Emer. |
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Ciampét (al) |
F3 IP ACD1828 LF AST1747 |
(Campet, Campetto) Era così designata la parte più a S del bosco delle Sort, posto a monte della Stazione della Trento-Malè. Al Ciampet nella p.f. 766 alla fine del XIX° sec. c’era anche una sorgente che alimentava la fontana nella frazione a S del paese (la Zità).
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Cianvècel
(fòr a) |
F1
CD LF ACD APT1723 |
(Campovecchio) Frutteto formato da 4 particelle fondiarie a valle della SS 43 dir, a S del Ri dele Force e circondato dalle Ciasete.
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Ciapitèl
(al) |
F3 CD ACD1809 LF AST1671 ADT1649 |
(Capitel, Capitello). Zona circostante il sacello dedicato alla Madonna di cui si trova notizia già nel Seicento. Negli Atti Visitali del 1649 infatti si ordina il suo rifacimento. Accanto al capitello, cresce la pianta di tiglio messa a dimora nel 1908, per commemorare il 60° della reggenza dell’Imperatore Francesco Giuseppe.
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Ciarotìna (ala) |
F2 IP |
Frutteto alle Braide poco sopra i binari del tram costituito essenzialmente dalla p.f. 878/3.
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Ciasa Nova
(la) |
F3 CD |
Si tratta della casa proprietà Emer costruita nel 1897 dai fratelli Germano e Geremia Emer.
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Ciasalìn (al) |
F2 IP APT1618 AST1746 |
(Casalin) Il nome richiama l’esistenza di antiche costruzioni, infatti verso il 1890 probabilmente durante la costruzione della strada che porta al Ponte di S. Giustina, vennero trovati parecchi reperti archeologici. Oggi del toponimo si conserva un debole ricordo ed è da localizzare nella parte a N del Lòc e più precisamente nelle p.f. 292, 293, 294, oggi in parte occupate dalla SS 43.
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Ciaséte (fòr ala) |
F1 CD ACD1821 LF APT1723 AST1663 |
(Ciaseta,
Casetta) Anche questo nome si rifà all’esistenza di qualche
costruzione. Il sottoscritto ha rinvenuto in zona qualche frammento di
tegolone romano ed una moneta romana (sesterzio). Le
p.f. da 494 a 497
facevano parte del Beneficio Panizza; le
p.f. 488, 489, 490 della Stipendiaria don Romedio Widmann. A circa un chilometro e mezzo
dall’inizio della SS 43 dir, a valle si dirama per circa 200 metri la
Strada dele Ciasete.
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Ciavàda (la) |
F3 CD ACD1909 |
(Cavada) E’ così denominata la parte terminale della Via del Borgo (per chi sale verso la chiesa nuova), circa dalla casa di Casimiro Inama fino allo sbocco sulla strada statale. La stradina prima della costruzione delle due SS 43 e 43 dir proseguiva ripida fino a collegarsi con la Strada delle Laste e probabilmente con la strada che portava verso Sanzeno. Il nome deriva presumibilmente, dalla presenza in passato, di una cava di sabbia o di sassi.
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Ciavàuden
(fòr a) |
F1 CD AST1663 APT1710 MC LF ACD1856 |
(Cavauden, Cavaudem) Frutteti pianeggianti posti all’estremità N del CC di Dermulo. Il toponimo prosegue sui CC di Sanzeno e di Coredo. Anche la zona di Ciavauden era suddivisa in più sottozone; ad esempio si trovava: ai Sassi sotto la Strada, Sopra il Dos, ai Fossadi. Nel 1928 la zona di C. fu individuata dal Podestà di Taio come possibile campo di atterraggio di fortuna. Dalla SS 43 dir sul CC di Sanzeno parte la Strada de Ciavauden che si estende nella sua parte terminale nel CC di Dermulo.
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| Cigaiole (ale) | F1 AST1726 |
(Cagaiole,
Chegaiole) Piccolo appezzamento nella zona di Ciambiel che corrispondeva
all’odierna p.f. 374.
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Cóa (la) |
F3 CD ACD1924 |
(Cóva) Piccolo frutteto posto a valle della Strada Romana in corrispondenza dell’imbocco della strada dei Pradi.
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F2 AST1781 |
Il Rivalem è sicuramente l’odierno Rivalent. Nei pressi ancora oggi esiste un crocifisso, e la famiglia Eccher chiama Croce il frutteto racchiuso fra la SS 43 il Rivalent e la Strada Romana. Si può ipotizzare che in passato la croce fosse posta alla confluenza fra la strada che scendeva dalle Braide con odierna Strada Romana nei pressi del Rivalent. |
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Cróna dele Marzole (la) |
F2 CD |
Il nome crona indica un ciglione di roccia fra due pareti. Bosco molto scosceso a O di Sass e a sinistra del Rivalent, suddiviso fra i molti proprietari di campagna nella località Marzole. E’ costituito essenzialmente dalle p.f. 81 e 82. |
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Crós (fòr ala) |
F1 CD LF ACD MC APT1688 AST1646 Arch.Decanale di Cles 1513 |
(Croce) Deriva dalla croce presente ab immemorabili all’incrocio della vecchia strada per Pont Aut con il sentiero che scende verso l’Eremo di S. Giustina. Nel 1888 con la costruzione del tronco stradale di collegamento al ponte di S. Giustina, la località è stata divisa in due parti. Dalla MC del 1859 si può evincere la grandezza originale della p.f. 286 appartenente alla Stipendiaria Widmann.
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AST1788 |
Il nome forse deriva da capra o da capriolo o cauril che era il fienile. Ubicazione sconosciuta.
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Crosàra (la) |
F3 APT1710 AST1769 ACD1809 |
Sta a significare incrocio di strade. Era così detta la zona nelle vicinanze dell’incrocio fra le odierne Strada Romana, e le due Vie Eccher. Nel Settecento era detta casa alla C. quella più tardi numerata con il 2-3. In un documento si trova citato anche il Colomello alla Crosara. |
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Nel catasto del 1780 era così definito l’odierno Loc, proprietà allora della nobile famiglia Inama di Fondo.
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Doivie
(ale) |
F1 CD ACD1894 APT1618 AST1646 |
(Due Vie) Frutteto racchiuso fra la SS 43 dir e la Strada delle Plazze a S del Bertus. Sembra che lo stesso nome sia usato a volte per contraddistinguere anche il frutteto a S della Preda, al bivio per la SP 7 per Coredo. |
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Dòss
(zó al) |
F2 CD ACD1910 |
Non si tratta in realtà di un vero e proprio dosso, ma di una baulatura rivestita da conifere a sinistra per chi scende della strada dei Pradi. E’ lo stesso bosco comunale chiamato nell’ Ottocento Doss del Tez (AST1780). |
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F2 AST1780 ACD1828 |
E’ il luogo, che più tardi è chiamato solo Doss. Nel 1860 è chiamato anche Tega (Bosco ai Pradi ossia alla Tega). Si può dedurre che nell’ Ottocento esistevano due boschi detti ala Teza: uno ai Pradi descritto qui sopra, e l’altro a Somager. |
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F1 CD |
Dosso ora sommerso dal lago di S. Giustina visibile talvolta in primavera quando il livello del lago è basso. Si trova proprio di fronte alla diga, sulla sinistra dell’imbocco di Pont Aut. Sul dosso, detto anche Poinela, c’era un insediamento dell’età del Bronzo.
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F1 ACD |
Si tratta del dosso che una volta esisteva a E del Plan del Cucù, appianato dopo gli anni Cinquanta per ricavarne sabbia e ghiaia dalla ditta Lorengo di Cles.
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F3 APT1618 AST1766 |
Chiamata anche Sonda Longia o Stregla Longia corrispondeva ad una delle lunghe particelle che si possono notare osservando l’odierna MC nella zona di Poz (probabilmente la p.f. 216). Nel 1618 è proprietà della chiesa. Nel 1769 è menzionato un luogo come Stregga Longia, non so però se sia lo stesso di Fassa Longia.
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Fasse (via ale) |
Frutteti a N di Poz a valle della Strada Romana e a S di Lamport. |
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Fasséta (via ala) |
F3 ACD1891 AST1745 |
Diminutivo di Fasse. Piccolo terreno formato solo da una p.f. oggi occupato dalla casa di Egidio Endrizzi.
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Fondarèl |
ACD1859 |
Era un campo proprietà di Costante Tamè ma non se ne conosce l’ubicazione.
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Fontana
(via ala) |
F3 CD |
Era la fontana che forniva l’acqua potabile alla frazione meridionale del paese. Essa si trovava di fronte alla casa n. 24 e nell’Ottocento era quindi chiamata Fontana agli Emeri. Racchiusa fra due strade, costruita dopo molte vicissitudini alla fine del Settecento e ristrutturata più volte fu infine demolita nel 1958. Ancora oggi è rimasto il toponimo riferito alla piazzetta nei pressi della casa ex n. 24.
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Fontanazza (la) |
F3 CD |
La Fontanazza era una fontana coperta da sembrare quasi una cisterna, e sicuramente il più antico punto di approvvigionamento idrico del paese. L’acqua nasceva proprio lì; forse il nome Poz della zona, deriva proprio dall’esistenza di questa sorgente. La Fontanazza si trovava quasi di fronte alla casa di Egidio Endrizzi, sulla destra della Strada Romana per chi andava a N. verso le Fasse. Oggi purtroppo non esiste più, perchè demolita nei lavori di allargamento della suddetta strada. Nel Settecento i prati nelle immediate vicinanze erano detti ala Fontana.
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Fontanele (fòr ale) |
F1 CD APT1710 ACD1857 |
Frutteti e boschi a monte della SS 43 dir e a S del Ri dele Force, in parte anche sul CC di Coredo. Il nome indica la presenza di molte sorgenti.
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Foràm (al) |
F1 IP ACD1876 |
(Forame) Era un bosco scosceso di proprietà comunale sulla destra di Pont Aut oggi sommerso dal lago di S. Giustina. Nel secolo scorso, il Foram era uno dei luoghi dove venivano assegnate le sorti di legna. Il nome dovrebbe indicare la presenza di qualche caverna.
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F1 AST1752 |
(Forche 1786) Bosco nel CC di Coredo che ha dato il nome anche al rio.
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F1 LF APT1710 ACD AST1775 |
(Fossà) Bosco comunale (p.f. 451/2) posto a cavallo dell’omonimo rivo detto oggi dele Force. Nel LF sono dette Fossadi le p.f. 503 e 504.
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Gomér (fòr al) |
F1 CD ACD1859 LF AST1569
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Frutteto a N dei Visenzi e a O della Busa. Gomer è il nome dialettale del versoio dell’aratro. Nel 1569 e 1570 si trova al Gromer. |
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Gorgo (zó a) |
APT1482 |
Ubicazione sconosciuta. Il toponimo è però ancora presente a Taio (Gorc'). Il nome potrebbe anche essere stato letto male (Gorgo invece di Greggio?).
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Graun (al) |
Cod.Clesiano 1391 |
Ubicazione sconosciuta. Si trova “al Graun apud rivum aquae”. Forse corrisponde al Gromir e quindi al Gomer.
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Gréute (ale) |
F1 LF AST1681 ACD1875 |
(Grente) Piccolo frutteto nella zona delle Bertuse (costituito dalla p.f. 303), una volta proprietà di Vigilio fu Giuseppe Tamè. Nel 1875 ignoti forse sentendosi danneggiati dall’operato del Guardiaboschi Vigilio Tamè, infierirono sulle piante di vite e gelso proprio nel fondo alle Greute.
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Grezòt (zó al) |
F3 CD LF MC APT1710 ACD1866 AST1646 |
(Greggio Greggiot) Bosco comunale (ora della chiesa) e frutteti declivi compresi fra il Pissaracel e la Coa. In mezzo passa la parte iniziale della strada dei Pradi.
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Lampòrt (via a) |
(Amport) Frutteto a N delle Fasse. Ad inizio secolo nella zona vennero alla luce alcuni reperti archeologici.
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Laste (su ale) |
F1 CD ACD1860 |
Il nome deriva dalla roccia rossa affiorante. Nella zona si rinvengono degli aculei fossilizzati appartenuti ad animali preistorici. E’ denominata Strada delle Laste la strada che dalla SS 43 dir porta con una notevole pendenza a detto luogo. Proseguendo è possibile raggiungere il Maso Voltoline.
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Late
(fòr ale) |
F1 CD LF MC ACD AST1646 APT1798 |
Bosco comunale formato in gran parte dalla p.f. 646, ma anche dal frutteto p.f. 650 ed in passato dalla p.f.669/1 (Brusadiz) oggi chiamata Laste.
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Leonarda (ala) |
F1 APT1681 AST1750 ACD1850 |
(Lenarde) Il toponimo deriva da Leonardo, probabilmente l’antico proprietario del terreno. Il fondo, che in passato apparteneva alla chiesa, è da localizzare nelle p.f. 370 e 371 nella zona di Ciambiel.
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Lòc'
(dént al) |
F2 F3 CD ACD1881 |
(Logo) Frutteti pianeggianti a N del paese proprietà delle famiglie Emer. Nel 1698 e 1780 invece di Loc. la zona è chiamata Dietro la Casa.
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Lònghe
(ale) |
F1 APT1750 AST1681 |
(Longe) Campo nella zona di Ciambiel che confinava con il fondo della chiesa di Taio. Nel 1681 confinava con un terreno della mensa episcopale.
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Marzòle (fòr ale) |
(Marzol, Mazzole) Frutteti pianeggianti a N del Plantadiz e a S delle Bertuse e della Cros. Era chiamata Strada delle Marzole la via che partiva dal Borgo, passava sotto la casa primissariale (ex n.16) e saliva fino ad oltrepassare l'attuale cimitero per poi sbucare nella strada per Sanzeno (oggi la SS 43 dir).
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Màs (su al) |
F2 CD LF ACD |
(Maso
Rauti). Maso che appartiene al CC. di Coredo, anche se una volta la casa
rustica al Mas che portava il n. 33 era sul CC di Dermulo. Dopo il
compromesso con il quale le p.f. n. 732, 733/1, 733/2 e 735 passarono dal
CC di Dermulo a quello di Coredo, la suddetta casa rimase per ½ su Dermulo
e ½ su Coredo. Il maso a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento era già
proprietà dei conti Thun di castel Bragher che avevano nella
famiglia Massenza di Dermulo i loro affitalini e manenti. Circa a metà
dell’Ottocento il maso passò in proprietà a
Giuseppe Mendini di Taio
ed infine a Giuseppe Depaoli di Terlago i cui discendenti lo posseggono
tuttora.
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F3 CD |
Si tratta della casa oggi proprietà dei fratelli Eccher.
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Màs dela Fam (el) |
F2 CD ACD1850 |
Altro nome del Maso Rauti indicante la situazione poco florida che doveva esserci in passato.
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Mòra (fòr ala) |
F1 CD LF AST1780 |
Frutteto a S di Rizzai, compreso fra la Strada della Mòra (o delle Parisole) ed il Ri dela Mòra.
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Mósne (le) |
F3 IP |
Piccolo terreno pieno di sassi e ricoperto da arbusti ora eliminati con la costruzione del garage di Casimiro Inama.
In questo luogo,
una volta sorgeva la casa che qualche anziano ricorda come
ciasa dele
Tomeline. La casa portava il n. 15, ed era già in precarie condizioni
alla morte dell’ultima delle due sorelle Massenza dette Tomeline,
avvenuta nel 1868. Passata in proprietà del comune, di lì a poco tempo
si ridusse ad un rudere fino alla sua completa scomparsa.
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Novai (ai) |
F1 AST1750 |
(Novali)
Il nome, come Rauti, indica dei terreni ridotti da poco a coltura, ed
infatti si trovavano nella zona dei Raut, proprio a monte delle
Doivie. |
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Orti (ai) |
F3 AST1780 |
Nel 1780 erano così denominati gli orti proprietà delle future case n. 1, 2,3, 4, 7, e 8, circondati dalla proprietà Betta (ora Eccher) e dalle tre strade comunali. (V. mappa). A volte veniva specificato Orti ala Crosara.
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Oseléra (su al’) |
(Uselera) Zona coltivata a frutteto a N del Maso Rauti, confinante con il CC di Coredo. In passato, nel luogo veniva praticata la caccia agli uccelli, utilizzando anche l’apposito roccolo, oggi scomparso.
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Palù (la) |
F2 AST1680 |
Zona ai Pradi con caratteristica di acquitrino.
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Paradìs (fòr al) |
F1 CD |
Frutteto nella zona di Ciavauden formato dalle p.f. 509 e 510.
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Parisòle (fòr ale) |
F1 CD APT1710 ACD1859 AST1662 |
(Palizole, Palesole) Frutteti e boschi a E di Rizzai in parte sul CC di Coredo. La strada che si dirama dalla SS 43 dir fra la Mora ed il Rizzai è detta Strada delle Parisole. Nei secoli passati assumeva grande importanza per il collegamento fra Coredo e Pont Aut.
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F2 AST1780 ACD1860 |
In un atto dell’ACD si trova menzionato il pascolo alla Pasturela ossia alle Braide. Potrebbe essere quindi una parte della zona ora chiamata Somager, costituita una volta dall’unica p.f. 828.
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Pedros (a) |
AST1560 |
Toponimo di ubicazione sconosciuta.
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Pergoléte (fòr ale) |
F1 CD IP ACD1902 |
Frutteti posti a cavallo della SS 43 a N della Cros, in prossimità della diga di S. Giustina. Il nome si riferisce ad un modo di allevare la vite, cioè a pergola.
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Pinat (al) |
ACD1859 |
Campo di ubicazione sconosciuta, proprietà della famiglia Tamè.
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F1 IP LF AST1775 |
Boschi e frutteti a monte della Strada dele Plazze che grosso modo corrispondono con il Gomer e le Sabionare. Il toponimo compare nel LF ma non è usato. A volte si trova solo ai Pini.
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Pinza (fòr ala) |
F1 CD AST1857 |
(Pinze) Piccolo frutteto compreso fra la Strada dele Plazze e quella di Ciambiel. Il nome non ha niente a che vedere con l’attrezzo "pinza", ma deriva da una preparazione di cucina che in italiano si può tradurre come schiacciata.
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Pissaràcel (el) |
(Pissarachel) Rivo che nasce in località Rizzol sul CC di Coredo, e che con direzione E-O scende verso Dermulo. Passa quindi in un tombone sotto i binari della Ferrovia Trento-Malè, lo stradone, e con percorso sotterraneo, prosegue fino quasi alla cascata che lo immette nella zona di Poz. Da qui il torrentello percorre a cielo aperto qualche centinaio di metri, supera con una cascata Scol e confluisce nel Noce. Il nome Pissaracel, era usato anche per designare i prati lungo il percorso del rio, nella zona di Poz.
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Plàn
de l’ Emer
(fòr al) |
F1 CD |
(Bosc de l’Emer) Bosco pianeggiante a N delle Plazze, sul CC di Sanzeno. In passato probabilmente parte di questa zona era detta Zurlaia.
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Plàn dei Cucùdi (fòr ai) |
F1 IP |
(Plan del Cucù) Boschi privati a valle del Ri dele Force, oggi scomparsi causa lo sfruttamento della zona come cava di sabbia e ghiaia.
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Plani (ai) |
F2 IP AST1681 |
(Piani, Pian) Frutteti a S del Rizzan e del Ciamblonc, una volta proprietà per intero della famiglia Fuganti di Taio. Nel 1681 si trova alle Braide osii Pian.
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Dalla descrizione fatta nei documenti, si evince che si trattava di una zona pianeggiante ai margini delle Voltoline, in parte sul CC di Coredo. Sopra i Plazi de Cologna esiste la località Plani, ma è interamente sul CC di Coredo.
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Plantadìz (fòr al) |
F2 F3 CD LF APT1629 ACD AST1555
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(Platadig, Plantadie 1343) Frutteti a S delle Marzole racchiusi dalla SS 43 e SS 43 dir. Una volta era detta Plantadiz anche la zona dove oggi sorgono le case di Gustavo Emer, Silvio Chistè e Ottavio Sandri.
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Plantum (a) |
AST1763
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Toponimo non localizzabile forse assimilabile a Blaum. Nel 1568 troviamo il toponimo in Plazum e nel 1571 in Platium. Potrebbe essere anche il vecchio nome del Plazzec e forse anche lo stesso di Sfortum.
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F1 IP ACD1850 |
(Plaz de Cologna) Zona nel CC di Coredo a monte della vecchia strada per Coredo (nel tratto dopo il tornante). Una volta nella zona i nostri paesani pascolavano le capre. Sul nostro CC invece era detta Strada di Cologna la via per accedere a tale pascolo che in parte corrisponde alla vecchia strada per Coredo. Nel 1706 la zona è detta Piazze.
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Plàzze (fòr ale) |
F1 CD LF MC ACD |
(Piazze) Zona boschiva per la maggior parte comunale nelle vicinanze del lago di S. Giustina. Nel secolo scorso ma sicuramente anche prima era la zona principale di pascolo di capre e mucche del comune di Dermulo. Dalla SS 43 dir si dirama la Strada dele Plazze, una volta detta dei Regiai, che costituiva il tratto iniziale dello stradone che portava a Revò.
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Plàzzec' (su al) |
F2 IP ACD1827 AST1680 |
(Plachez, Placech, Plazzego) Una volta erano dei boschi privati pianeggianti, posti a E dell’Oselera. Oggi sono frutteti ed il nome Plazzec è quasi dimenticato.
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Poinèla
(la) |
F1 CD |
Corrisponde al Doss dela Colombara. Nell’ACD il dosso è sempre denominato Ponte Alto.
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Pomàra (ala) |
F1 AST1780 |
Forse una volta nell’arativo alla Pomara erano presenti dei meli da cui il nome. Nel catasto del 1780 è proprietario Romedio Maria Mendini e sono anche specificati i confini che in questo caso consentono una localizzazione precisa: a E e N il Beneficio Panizza, a S i Betta e a O la Strada. L’arativo alla Pomara dovrebbe corrispondere all’attuale p.f. 498. Nel 1783 a conferma di quanto sopra è nominata la località Casetta di Sotto ossia alla Pomara.
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Pònt (fòr al) |
F1 CD |
Toponimo abbastanza recente che indica il ponte di S. Giustina costruito nel 1888 e la zona nelle immediate vicinanze.
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F1 CD ACD1828 MC |
(Ponte Alto) Si trova ora sommerso dal lago nei pressi della Poinela e per secoli, fino alla costruzione del ponte di S. Giustina, fu di vitale importanza per il collegamento fra le due sponde del Noce. La tradizione lo vuole di origine romana, ma qualche studioso è scettico a tal proposito. Con Pont Aut però si intendeva anche la zona circostante di bosco e pascolo, quindi la Poinela o Doss dela Colombara.
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F1 CD ACD1828 |
Piccolo ponte medioevale sul Rio S. Romedio, che collegava Sanzeno con le Plazze. Detto anche ponte Largaiolo oggi se ne possono intravedere i resti quando il livello del lago si abbassa. Sul nome del ponte esiste anche una leggenda si cui parlerò in altro luogo. Poco sopra il Pont dela Mula alla metà dell’Ottocento è stato gettato un altro ponte, ben più largo e solido sul quale passava lo stradone per Revò e che qualcuno confonde con quello della Mula. Nel 1503 si trova citato il Ponte Regaiolo che dovrebbe essere stato il Pont dela Mula.
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F1 ACD1920 IP |
(Ponte delle Chiavi) Piccolo ponte sul Ri dei Fossadi lungo la strada che scendeva a Pont Aut.
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Pontàra (la) |
F3 CD AST1768 |
Ripida stradina che parte dalla Strada Romana in prossimità del Pissaracel, ed arriva in Via Eccher nei pressi del Ciapitel.
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Póz
(zó a) |
(Pozzo) Frutteti a N del Pissaracel ed a E di Scol Grant. La zona è forse chiamata così per la presenza di un pozzo (la Fontanazza?) da tempi molto antichi. Sulle MC in corrispondenza con Poz si legge Santa Maria, toponimo che non ho mai riscontrato in altre occasioni. Inoltre una delle lunghe particelle che si possono osservare sulle MC nella zona, era detta Fassalongia o Sondalongia.
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F1 LF ACD1821 APT1778 AST1772 |
Era così designato il grande prato comunale a S del Ri della Mora oggi p.f. 570 proprietà di Luigi Inama. A metà Ottocento era detto anche Pracomun o Pra Grand, oggi semplicemente Raut.
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F1 LF ACD1821 APT1778 AST1772 |
Zona a valle della SS 43 dir, che si estendeva da N della Busa fino alle Ciasete. Alla fine dell’ Ottocento era detta Pozzata solo la p.f. 472, oggi invece il nome è stato soppiantato e sostituito con Ciasete.
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F1 LF ACD1850 |
Frutteto
oggi chiamato Raut, formato dalle
p.f. 570/1 e 570/2. Alla metà
dell’Ottocento formavano un’unica entità di cui era proprietario
Giuseppe Mendini di Taio. Il luogo si può identificare anche con il
toponimo Pra Grand (1804) e
Pozzata di Sopra. Con Pra Comun si designava
per consuetudine qualsiasi prato di proprietà comunale, quindi a volte
anche il prato ai Regiai o della Mula e pure il prato al Grezot. |
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F2 AST1681 |
(Pra dal Pont) Era una zona dei Pradi in riva al Noce a N del Rivalent, detta anche Ischia. Le p.f. interessate sono: 98, 99/1, 99/2, 100/1, 100/2 e 104. Il toponimo è importante perchè lascia intendere l’esistenza in antico di un ponte od una passerella sul Noce.
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F1 IP |
Prato di proprietà comunale detto più spesso Prato ai Regiai o Pra del Comun. Era posto sulla destra della strada proprio all’imbocco dell’omonimo ponte.
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F1 AST1804 |
Visto l’appellativo e assodato che era un prato comunale si può ipotizzare che si trattasse del Pracomun (Pozzata di Sopra) più tardi p.f. 570.
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Pradàz (su a) |
F1 CD ACD1857 |
(Pradazzo) Parte all’estremo E del Pracomun, e tutta la zona a frutteto (sul CC di Coredo) a monte (detta anche Zaneto) e a valle della strada che conduce alla cava del cementificio.
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Pràdi (zó ai) |
F2 CD MC ACD1835 AST1780 |
(Prati) Località detta anche Pramartinel quasi in riva al Noce a N del Rizzan. Sulla MC del 1859 i Prati erano un settore che comprendeva le p.f. dal 1 al 225. Nel 1695 vi si trova un luogo detto Alli Fuganti. E’ detta Strada dei Pradi, la ripida e sassosa via che partendo in prossimità della Coa permette di arrivare al Noce.
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F2 APT1537 |
Si trovano menzionati più volte in occasione di dispute fra gli abitanti di Dermulo e i signori di Castel Valer. Con sicurezza si sa che questi prati erano in riva al Noce, e quindi di conseguenza è giocoforza localizzarli nell’odierna zona dei Pradi. E’ probabile anche che il toponimo fosse stato Pramartinel e che per un errore di lettura si sia trasformato in Pradi de Ternel.
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Praiola (ala) |
F3 ACD1881 AST1772 |
Piccolo prato proprietà della famiglia Emer, oggi scomparso con i lavori di incanalamento del Pissaracel. Era la p.f. n. 186 e si trovava sulla sinistra orografica del rio nei pressi della casa n. 29.
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Pràmartinèl (zó a) |
F2 IP ACD1848 LF AST1663 |
(Pramartinello) Indica la stessa zona dei Pradi ma non è molto usato. Nel 1535 nel APT si trova i pradi de Tarnel in riva al Noce, dovrebbe trattarsi di Pramartinel.
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F1 AST1721 |
(Pra del Conzi) Prato nella zona di Cavauden che nel 1721 apparteneva a Giacomo Antonio Mendini. Conz è la dizione dialettale del nome proprio Concio. Non andremmo molto lontani dalla verità se affermassimo che il vecchio proprietario del prato era Concio Massenza.
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Préda
(fòr ala) |
F1 CD |
Piccolo frutteto compreso fra la SS 43 dir e la SP 7 a S dei Rauti.
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Ràut (fòr al -su al) |
F1 CD LF MC ACD1852 APT AST1778 |
(Rauti) Il nome a pari di Ronc sta a significare terreno bonificato, arato (in dialetto rautar vuol dire scavare). Attualmente è una vasta zona di frutteti con pendenza verso O situati fra la strada vecchia di Coredo e la SS 43 dir a S del Ri dela Mora. Nel 1723 è citato anche un luogo al Rautel.
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Definito nella MC del 1859 come settore G, con le p.f. dal n.730 al 827, oggi non è più usato se non per denominare l'omonimo maso.
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Ràut da Ràl
(al) |
F2 CD |
Frutteto a S di Sass a valle della SS 43. Nella zona è stata riversata una gran parte della terra, proveniente dallo scavo per la costruzione del deposito, oggi proprietà del Consorzio Agrario di Bolzano. Questo riempimento ha modificato parecchio l’aspetto originario. Nel Settecento si trova spesso il toponimo Audaral o Auderal evidentemente trasformatosi poi in Raut da Ral.
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Regiài (ai) |
F1 CD LF MC ACD1828 |
(Regai, Rigai) Nella MC del 1859 era il settore C, che comprendeva le p.f. dal n. 390 al 445. La zona oggi è sommersa dal lago, ma in passato i suoi pascoli, prati e boschi che dalle Plazze degradavano fino al Noce avevano per Dermulo una notevole importanza economica. Il nome ha la stessa etimologia di Rizzai, cioè indica la presenza di rigagnoli e prosegue sul CC di Sanzeno. Era detta Strada dei Regiai la strada che diramandosi dallo stradone per Sanzeno conduceva a Revò.
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Rì (dént al) |
F3 CD |
Il rio è sempre il Pissaracel, ma con questo nome si designa la parte a valle coltivata a frutteto, compresa tra il rio e la Strada delle Voltoline.
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Ri dei Fossàdi (el) |
F1 ACD1860 |
Piccolo rivo che nasce nel CC di Coredo. Nel suo tratto iniziale (sul CC di Dermulo) scorre in direzione E-O, piega poi a S, attraverso l’omonima località, passa sotto la strada delle Plazze, il Pont dele Clao e una volta si gettava nel Noce. Oggi lo stesso torrentello è chiamato Ri dele Force.
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Ri del Brusadìz (el) |
F1 ACD1870 |
Piccolo rigagnolo quasi scomparso che attraversa in direzione E-O la zona del Brusadiz. Oggi è chiamato Ri dela Preda.
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Ri dela Mòra (el) |
F1 CD |
Rivo di modesta portata che scorre in direzione E-O a S della Mòra. Le sue acque passano poi a N dei Visenzi, attraversano il Blaum e si gettano nel lago.
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Ri dela Preda (el) |
F1 IP |
Piccolo rivo una volta chiamato Ri del Brusadiz.
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Ri
dele Fórce
(el) |
F1 IP |
E’ lo stesso rivo una volta chiamato Ri dei Fossadi. Nel CC di Coredo è detto Ri dele Volp.
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Ri Risòla (el) |
F3 ACD1850 LF |
Rigagnolo quasi sempre asciutto nei pressi della località Risola.
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AST1681 |
Il toponimo è riferito ad un bosco nei pressi della Praiola che confinava a O e a N con un rio, da qui forse il nome.
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Risòla (su a) |
F3 CD LF ACD1860 AST1749 |
(Resola) Frutteti a N di Ciamblonc, delimitati dal bosco comunale del Ciampet, la Strada di Risola e l’acquedotto irriguo.
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Rivalènt (el) |
AST1680 ACD1908 |
Piccolo rivo che attraversa il Somager, Sass, la Crona dele Marzole i Pradi per poi gettarsi nel Noce. E’ chiamato Pònt de Rivanent il ponte della SS 43 sul rio omonimo. Il nome originario era Rivalèm o Ri di Valemi, dal cognome Valemi una volta molto diffuso a Taio.
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Rizàn
(el) |
F2 CD MC ACD1881 AST1552 |
(Rizagn, Rizagno) Rivo che segna per buona parte il confine fra il CC di Dermulo e quello di Taio. Erano detti al Rizan, anche alcuni prati nelle vicinanze del rio, a valle della SS 43. Nel 1552 si trova Rizan de Sora e Rizan di Sotto. Da un’altra citazione: Rizan Sot a Via, si capisce inequivocabilmente che il riferimento era la strada.
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Rizzài (fòr a) |
F1 CD LF MC ACD1866 AST1553 |
(Lizai, Liscai 1553) Frutteti a N della strada della Mòra e a monte della SS 43 dir. Nel 1780 all’ AST si trova Ridal o Ridai che forse corrispondono a Rizzai. Il nome sta ad indicare la presenza di piccoli rigagnoli.
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Rizzòl (su a) |
F2 IP ACD1879 AST1680 |
Bosco sul CC di Coredo dove nasce il Pissaracel e dove arriva la Strada delle Sort che poi prosegue per Coredo. A Coredo è detto Rizzuol.
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Romenere (ale) |
F1 ACD1850 APT AST1780 |
Era un piccolo appezzamento proprietà della chiesa, nella località Ciambiel. Dall’inventario della chiesa del 1766 si evince che il luogo si trovava a ponente della proprietà Betta.
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Rónc
(fòr a) |
(Ronch, Roncho, Runch, Ronzo) Frutteto a monte della SS 43 dir e a S delle Late. Il nome indica degli appezzamenti disboscati e ridotti a coltura.
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Roza d’ Imbrenzi (la) |
F1 ACD1868 |
Dovrebbe essere il Rio S. Romedio. Il nome imbrenzi indica il luogo di raduno degli animali pascolati.
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Sabionàre (ale) |
F1 ACD1885 AST1674 |
(Sablonare) Il nome lascia intendere chiaramente la consistenza del sottosuolo. Si tratta della zona boschiva a O del Gomer e della Busa.
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F1 CD ACD1866 AST1565 |
Boschi scoscesi nei dintorni e lungo il sentiero che conduce all’omonimo eremo. Nel 1668 si trova anche Alle Sort di Santa Giustina.
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F3 MC1859 IP |
Zona a frutteto oggi chiamata Poz. Il toponimo non è mai stato riscontrato in altri documenti ad eccezione delle vecchie MC. Verosimilmente, l’origine va ricercata nei possedimenti che aveva in zona, la chiesa di S. Maria di Taio. (A meno che non si tratti di un errore del redattore delle mappe.)
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Sass
(fòr a) |
(Sasso) Frutteti a valle del primo tratto della Strada Romana per chi proviene da Taio. Il luogo è diviso in due parti da una vallecola, dove scorre il Rivalent. Secondo una mappa riportata sul libro di Hanns Inama Sternegg, nel XVI° sec. la zona era detta Stregle Longe. Il nome Sass secondo Karl Ausserer (Der Adel des Nonsberger pag. 50, nota n. 13) deriva dal tedesco Freisasse che significa possessore di bene allodiale.
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Sassi (ai) |
F1 AST1764 |
In un documento si legge ai Sassi ossia alla Tonda, in un altro ai Sassi ossia a Cavauden sotto la Strada quindi penso si tratti di due toponimi differenti.
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F2 IP ACD1910 AST1780 |
Boschi scoscesi a O di Poz e delle Fasse, che degradano in riva al Noce. Nel 1780 troviamo bosco in Scolla.
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F2 IP AST1780 |
Boschi scoscesi a O del Grezot, sulla sinistra orografica del Pissaracel.
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Sfortum |
APT1537 |
Ubicazione sconosciuta. Forse scambiato con il toponimo Plantum o Blaum.
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Sgolma (ala) |
F1 AST1745
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Arativo non ben localizzabile in località Ciavauden.
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Somàger
(su a) |
(Somagro) Zona per la maggior parte a frutteto, molto ripido ed esposto a O. E’ delimitata grosso modo dalla strada che porta al Maso Rauti, da quella che scende alle Braide, dai binari della Ferrovia Trento-Malè e dalla strada che dalla SS 43 sale alle Braide. Nel 1871, la p.f. 828 fino allora proprietà comunale, fu frazionata in sei parti e venduta all’asta ad altrettanti abitanti di Dermulo. Il nome indica la struttura non proprio fertile del terreno (suolo magro).
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Sòrt
(ale) |
(Sorti) Piccoli frutteti e boschi di conifere in prevalenza comunali esposti a N, sulla sinistra del Pissaracel. Il nome indica chiaramente che nella zona, in passato, erano erano stati assegnati dei terreni comunali alle famiglie del paese. La Strada dele Sort una volta era molto frequentata per raggiungere Coredo.
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F3 CD LF ACD1883 AST1550 |
(Sotto le case) Striscia di frutteti a O delle case ex n. 26, 27, 31 e 32. Nel 1559 Sotto la casa di Inami.
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(Sota ‘l Rocol) Frutteto nella zona dell’ Oselera sottostante il roccolo una volta ivi esistente.
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F3 APT1618 |
(Sota la Glésia) Nel 1618 è proprietà della chiesa. Nel 1766 lo stesso luogo è detto Pissaracel come pure nel 1780. Corrispondeva agli orti e al piccolo prato sotto il vecchio cimitero.
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Spinate (ale) |
F1 AST1780 |
Arativo non ben identificato, nella zona di Ciambiel.
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Splazzol (al) |
F3 ACD1869 |
(Plazzol, Spiazzol) Dovrebbe corrispondere alla p.f. 163 cioè al piccolo piazzale a N della casa n. 7/8 e vicinanze. Nel Settecento era detta al Plazzol la casa poi numerata con il 23. Nel 1922 lo spazio comunale di fronte a questa casa è denominato Piazza con il n. 172 di p.f.
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Sponare (ale) |
F1 AST1752 |
Arativo non ben individuabile nella zona di Ciambiel. Potrebbe corrispondere alle Spinate, visto che entrambi i luoghi appartenevano alla stessa famiglia.
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Stradàzza (la) |
F1 CD |
Strada sterrata fra l’Albera e il Ciamperdon che serviva di collegamento fra la SS 43 dir e la SS 43. Fu costruita nel 1890 a spese del comune di Coredo, quale scurtatoio, per raggiungere il ponte di S. Giustina che era stato da poco ultimato.
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F3 AST1559 |
(Strega Longia) Secondo una mappa riportata in Geschichte aller Familien Inama di Hanns Inama Sternegg nel XVI° sec. era la zona di Sass. Secondo me però il toponimo è da collocarsi nella zona di Poz. Il nome stregla richiama il modo di coltivazione della vite a filari. Nel 1567 si riscontra in un documento alle Stregle Longe osia al Canton.
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Téza (ala) |
(Tega, Tezza) Era così chiamati i boschi comunali e privati nella zona di Somager. Nei documenti si legge spesso alla Tezza di Somagro oppure alla Tezza di Campolongo. Nel 1868 però è indicato come proprietà comunale il bosco ai Pradi ossia alla Tega, che non sarebbe altro che l’odierno Doss, cioè quello chiamato in passato Doss del Tez. Nel 1760 si trova un bosco comunale denominato alla Tezza di Cambiel. La tezza o tegia oltre ad una pentola era anche un soppalco con tetto che serviva al guardiaboschi come punto di osservazione.
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Tónda (fòr ala) |
F1 CD LF AST1783 |
Piccolo frutteto nella località Ciasete formato dalle p.f. 486 e 487. Il nome indica la forma tondeggiante del luogo.
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Tovàre (ale) |
F1 IP ACD1876 |
(Tovara) Località in parte comunale ed in parte privata, nella zona di Pont Aut. Ad inizio secolo, venne sfruttata come cava di tufi, dal sovrastante Cementificio Tassullo.
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Traìna (zó ‘n) |
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Boschi scoscesi dopo il Grezot a valle della strada dei Pradi.
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F1 ACD1858 |
Luogo menzionato come pascolo di capre assieme a Pont Aut e Foram. Potrebbe essere un’abbreviazione di Val Secca e/o Val Mora.
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CD |
Toponimo sul monte Roen che ricorda l’antica appartenenza al nostro paese di questa porzione di montagna. A Dermulo si racconta della cessione di questa valle con un certo rammarico e disappunto: “i là zeduda per na marenda”. Chi ha letto il documento mi ha assicurato che non è andata proprio così. Dermulo ancora dal Cinquecento doveva sottostare a degli obblighi finanziari nei confronti della chiesa di Sanzeno, ed essendo la comunità di Dermulo molto povera, si decise di alienare i possedimenti sul Monte Roen. La Valle di Dermulo passò così a Sanzeno ed in cambio si ottenne lo sgravio dai suddetti obblighi.
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F1 APT1706 |
Vallecola posta tra i Plazi de Cologna ed il Maso Voltoline.
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Val
Merlai (a) |
AST1625 |
Luogo di ubicazione sconosciuta.
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F1 ACD1883 |
Luogo non ben definito, che comunque si trovava alle Plazze (probabilmente nei pressi del Noce).
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F1 ACD1912 IP |
(Val Secca) Era così denominata la zona in riva al Noce a N di Pont Aut, sottostante a dove oggi finisce la ex strada per Revò, poco dopo la cabina elettrica del Consorzio Irriguo di Coredo. Nel 1912 troviamo il toponimo in un documento redatto dal Capocomune per descrivere la zona, dove in seguito alla caduta dalle rocce soprastanti, era stato rinvenuto il corpo privo di vita del pastorello Giacinto Inama, figlio di Romedio, di Dermulo.
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F2 IP |
Luogo nella zona del Maso Rauti grosso modo sotto la casa di Lino Depaoli.(Sul comune di Coredo?).
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Vicenze (ale) |
F1 AST1774 ACD1922 |
Nel 1922 si trova nell’ACD un prato comunale alla Visenza, costituito dalla p.f. 422, potrebbe essere stata la stessa località. E’ possibile fosse anche la p.f. 600 pure del comune e poco più sopra la 422.
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Vignàl (su al) |
F3 IP ACD1902 AST1750 |
(Vignale) Frutteto costituito dalla p.f. 692 a O delle Voltoline. Oggi è detto Vignal anche il frutteto (fino a pochi anni fà vigneto) di Bruno Emer, nella località Grezot.
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Visènzi (fòr ai) |
F1 CD LF AST1565 |
(Vicenzi) Frutteti a N del Bertus e a S del Ri dela Mora. Il nome deriva dall’antico proprietario Vincenzo Cristani morto a Dermulo nel XVI° secolo. In paese era detta di Vicenzi, la casa poi n. 16. Nel 1565 si trova il Prà di Vicentii.
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Voltolìne (su ale) |
Ampia zona di frutteti esposti a mezzogiorno e posti a N del tratto iniziale del Pissaracel. Il toponimo prosegue nel CC di Coredo dove sorge l’omonimo maso una volta detto anche Maso Pilon. In antico la zona probabilmente apparteneva a delle persone provenienti dalla Valtellina d’onde il nome. La strada sulla destra orografica del Pissaracel che si dirama dalla SS 43 dir è detta Strada delle Voltoline. Nel 1671 si trova una località ai Piani delle Voltoline descritta per metà appartenente a Dermulo e per metà a Coredo. Nel 1841 in un documento relativo alla Stipendiaria Widmann (AST) si specifica alle Voltoline del Nocent. (Nocent era l'abbreviazione del nome Innocente, che a Dermulo doveva essere per forza Massenza essendo l'unico con questo nome.)
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Zità (la) |
F3 CD |
Parte del paese di Dermulo posta a S del Pissaracel, forse chiamata così perchè con un numero maggiore di case rispetto al Borgo. Questo toponimo era già usato almeno dal 1876, tanto che appare citato assieme al Borgo nella poesia “En viaz atorn la Val de Non” di Bepo Sicher di Coredo.
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F1 ACD1827 |
(Giurlaja)
Zona di bosco alle Plazze confinante o addirittura parte del CC di Sanzeno. |
[1] Ad esempio: “luogo detto al Fossà ossia a Cavauden”.
[2] Conoscendo la dizione dialettale odierna dei toponimi e raffrontandola con quella che appare nei documenti, si può notare la tendenza che si aveva ad italianizzare il nome per esempio trasformando la “z” in “c” o “g” (es: Grezot, Greggiot), tralasciando la i fra la “c” e la “a” (es: Ciaseta, Caseta), inserendo la “h” fra la “c/g” e la “e” (Force, Forche).
[3] Per i vecchi toponimi che oggi non esistono più se non nei documenti ho mantenuto nella lista la forma originale, azzardando per alcuni la traduzione in dialetto.
[4] In sfondo rosso i nomi di luogo usati attualmente e in azzurro i nomi non più usati ma ancora ben identificabili .