I NOMI
LOCALI
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Sono riuscito a raccogliere ben 216 toponimi, dei quali però solo una parte è abitualmente usata; degli
altri si è persa la memoria complici i seguenti fattori: il passaggio da
un’economia esclusivamente rurale quale era stata per molti secoli fino
all’inizio del XX° secolo, ad un’altra incentrata su molteplici attività
spesso estranee al mondo agricolo; le divisioni ereditarie con frantumazioni
ed alienazioni dei fondi, spesso a favore di persone estranee al perimetro
catastale.
Qualche toponimo appartenente
ai Comuni Catastali limitrofi, e qualcun altro sparito con l’invaso artificiale di
S. Giustina è stato ugualmente considerato, in quanto fa, o faceva parte
dell’uso quotidiano dei paesani.
In
merito alla loro acquisizione citiamo le seguenti fonti:
conoscenza diretta;
informatore del paese;
mappe catastali del 1859,
1874 e 1909;
Libro Fondiario;
Catasto teresiano del 1780;
documenti presenti in vari archivi;
In relazione alla loro collocazione e/o al loro
uso, possiamo raggruppare i toponimi nel modo seguente:
toponimi tutt’ora usati nella parlata comune e quindi con una
ben definita collocazione; (in grassetto nell’elenco)
toponimi non più usati ma egualmente identificabili con una
certa sicurezza; (in carattere normale nell’elenco)
toponimi caduti in disuso e di dubbia collocazione; (in corsivo
nell’elenco)
Nella stesura della mappa catastale dell’anno 1859 era stato suddiviso il territorio in 8 settori (con le lettere dall’ A all’ H) detti “contrade” qui sotto riportate:
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Settore |
Contrade |
n° delle P.F: |
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A |
PRATI |
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B |
CROCE |
dal n. 226 al 389 |
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C |
RIGAI |
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D |
PIAZZE |
dal n. 446 al 481 |
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E |
CAVAUDEN |
dal n. 482 al 550 |
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F |
CAMPOBELLO RAUTI |
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G |
RAUTI |
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H |
BRAIDE |
dal n. 828 al 884 |
Tale distinzione è stata
mantenuta anche nelle stesure successive del 1874 e 1909 e nel Libro Fondiario
dove qualche particella o gruppo di particelle è designato con nome
specifico.
Anche nei documenti è facile
trovare la designazione di un luogo fatta menzionando prima il toponimo
specifico e poi uno degli otto predetti settori.[1]
I nomi delle strade sono stati
trattati tenendo in considerazione il toponimo del luogo da esse servito.
Non appaiono in elenco, perchè facenti parte anche di altre numerose comunità
o perchè descritti in altro luogo: Lac
(Lago di S. Giustina), Nos (fiume Noce) ed Eremo (Eremo di S. Giustina).
Nella lista ho invece inserito anche
il toponimo Val de Dermul, anche se non appartenente al nostro comune
catastale. Questo, per ricordare quella parte di
montagna che nei secoli passati era appartenuta alla nostra comunità.
Dei toponimi qui elencati nella
forma popolare[2] ed in ordine alfabetico,
sono riportate le altre forme note, le fonti, l’anno di menzione sui
documenti e relativa forma se diversa da quella attuale,[3]
il foglio della mappa catastale di appartenenza, significato, descrizione del
luogo e qualche notizia particolare.
Per una
più facile localizzazione, i nomi sono stati suddivisi in tre gruppi e
distribuiti sulla riproduzione in scala ridotta dei tre fogli della mappa
catastale di Dermulo.[4]
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| Le particelle fondiare di Dermulo |
| Mappa Foglio 1 | Mappa Foglio 2 | Mappa Foglio 3 |
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![]() |
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NOME |
FONTE |
DESCRIZIONE |
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F1 IP |
Deriva dal nome dialettale del pioppo. Si trova a N del Ciamperdon fra le case di Bruno Emer e Ilda Inama. Una volta la zona era denominata Cigaiole. Le p.f. interessate sono le numero 347, 348, 349, 350 e 351.
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Andróna
(l’)
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F3 CD ACDe1909
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Asolum (ad)
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Ubicazione sconosciuta.
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Audaral (al) |
F2 ASTn1575 |
(Laudaral, Auderal) Si tratta sicuramente della forma originaria di Raut da Ral individuato dalle p.f. dal n. 9 al 21.
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Aulivesso
(in)
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Ubicazione sconosciuta.
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Bassa Italia
(zo
‘n) |
F3 CD |
Sono così denominate le case ex 26, 27, 31 e 32 a valle della Strada Romana e anche la stessa strada.
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Libro: Taio nel XV e XVI Secolo |
Luogo non identificabile dove nel 1438 si incontrarono i rappresentanti di Coredo, Taio e altri paesi per trovare un accordo sulla spartizione della montagna.
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Beltrami
(ai) |
APTa1535 |
Luogo non identificabile che sicuramente ha preso il nome dai proprietari. A Coredo nel '500 e ‘600 esisteva infatti il cognome Bertram.
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Bertolda
(ala) |
ASTn1680 CaTer |
Bosco descritto nei pressi di un “rido” (il Rivalent) e confinante con la proprietà di un Valemi di Taio e oggi individuabile nelle p.f. dal 77 al 80.
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Bertùs (fòr al)
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F1
CD LF APTa1710 ASTn1554 |
Deriva dal nome proprio Alberto forse l’antico proprietario. La stessa cosa si può dire di Bertuse e Bertusel. Bertus era anche un cognome di Coredo oggi estinto. Frutteti racchiusi fra la SS 43 dir e la strada delle Plazze, a S dei Visenzi e a N delle Doivie. Le p.f. interessate sono la 601, 602, 603, 604 e 606. A volte è chiamato Bertus il bosco sottostante la strada delle Plazze in corrispondenza delle succitate particelle (p.f. 410 e 411).
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Bertùse
(fòr ale) |
F1
CD ACDe1857 LF MC ASTn1695
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Frutteti posti a N delle Marzole. Il nome ha la stessa origine di Bertùs; in passato probabilmente le due località appartenevano alla stessa persona. |
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Bertusel
(al) |
ASTn1780 APTa1749
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(Bertuselo) Piccolo terreno situato nella zona del Bertus, corrispondente alla p.f. 605. |
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Blaùm
(fòr al) |
F1
CD ACDe1828 LF MC ASTn1681
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Piccolo frutteto e bosco posto a E della strada delle Plazze in corrispondenza dei Visenzi. Le p.f. interessate sono: 417, e dal 419 al 432. |
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Bórgo (el) |
F3 CD ACDe1910 |
Si intende la parte di paese che si trova a N del Rio Pissarecel. E’ chiamata Via del Borgo (una volta Via Borgo), la strada che dalla chiesa nuova scende ad incrociarsi con la Strada Romana. Questo toponimo era già usato almeno dal 1876, tanto che appare citato assieme alla Zità nella poesia “En viaz atorn la Val de Non” di Bepo Sicher di Coredo.
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F2 IP |
Bosco in località Pradi che dovrebbe essere costituito dalla p.f. 31, 34, 36, 38.
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Bràide
(fòr ale) |
F2
CD MC LF ACDe1860 ASTn1550 |
Il nome si riscontra anche in altri paesi e sta ad indicare dei pezzi di terreno coltivati nelle vicinanze del paese. A Dermulo sono dei frutteti che si estendono a N del Rizan, a cavallo della SS 43 e a O di Ciamblonc. Dalla SS 43, in prossimità della casa di Lorenzo Endrizzi si dirama la Strada delle Braide che dopo una breve salita e aver incrociato la strada che scende dal Ciamblonc, prosegue fino ad attraversare il Rizzan per portarsi sul Cumune Catastale di Taio. Le p.f. interessate vanno dal 829 al 844, e dal 877 al 884.
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F3 ASTn1780 CaTer |
Piccolo broilo, cioè prato alberato adiacente all’abitazione. Nel 1780 era proprietà di Romedio Maria Mendini e sembra essere appunto la parte di terreno una volta esistente a N-E della casa n. 20-21, contrassegnato dalla p.f. 191. Ma poteva essere qualsiasi altro terreno con le stesse caratteristiche presente sul territorio di Dermulo.
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F2 LA1871 |
(Braidelle) Terreno costituito dalle p.f. n. 7 e 8. Era chiamato anche Rivalent. Oggi è chiamato Cros.
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Brusadìz
(fòr al) |
F1
ACDe1822 IP ASTn1672 |
(Brusadizzi,
Brusadicci) E’ la zona che si trova a destra della SP 7 di Coredo in
corrispondenza con l’incrocio con la SS 43
dir. Le p.f. sono dal 636 al
639 e dal 643 al 645 dal
661 al 668 comprendente quindi
anche la località che oggi è chiamate
Laste. Da certi documenti sembra che il nome fosse
esteso anche al bosco comunale in detta località. |
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Bus dele Angàne
(zó al) |
Piccolo anfratto nella roccia nei pressi della località Doss. Le angane erano delle figure leggendarie non dissimili alle streghe che vivevano nell’acqua.
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Busa
(fòr ala) |
F1 CD LF LA1838 Perg. C.Bragher 1380 |
Frutteto posto fra il Gomer e le Ciasette costituito dalle p.f. 466, 472 e 473. Nel 1380 si trova il terreno alla Buxa, che potrebbe indicare sia questo toponimo che quello qui sotto.
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Busa
(la) |
F1 IP ACDe1881 LA1854 |
Bosco in pendenza posto a valle della strada di Ciambiel dove questa incrocia la strada delle Plazze. E’ costituita essenzialmente dalla p.f. 390 ed era chiamata anche Teza di Ciambiel.
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ASTn1780 CaTer |
Nel catasto teresiano si legge “arativo al Campo Cordin” proprietà di Romedio Maria Mendini e quindi “paga il livello alla canonica di S. Zeno”. Il toponimo fa riferimento a Cordini, cognome in passato molto diffuso a Dermulo, ma estinto già alla fine del Settecento. Probabilmente un Cordini era proprietario di questo fondo nominato anche nel 1803 e ubicato nella zona delle Ciasete corrispondente alla p.f. 493.
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F1 ADTn1700 |
Probabilmente grare sta per glare, cioè ghiaie. Terreno nella zona di Cavauden.
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ASTn1798 |
(Camvielmo) Sembrerebbe una storpiatura di Ciambiel, ma sicuramente non è così, poichè i due toponimi nel 1803 si trovano casualmente citati assieme. Forse un Vielmo o Guglielmo era proprietaria del campo.
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F3 ASTn1774 ASTn1554 ADTn1691 LA1825 |
(Cianvar, Canevari, Caniparo) Il nome deriva da ciano ossia la pianta di canapa. Nel nostro caso si trattava di un prastello broilivo nella zona ai Orti presso Cristano Emer che Bonifacio Betta aveva acquistato da Bortolo Mendini nel 1774. Il toponimo era utilizzato anche per designare un terreno a N della casa al Castelet detto anche Praiola recante il numero di p.f. 183.
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Canton (al) |
ASTn1567 |
Era una località nella zona delle Stregle Longe.
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Casteletto (al) |
F3 IP ASTn1801 LA1830 |
(Ciastelet, Castiel) Era così chiamata la zona una volta prativa che dal Ciapitel si estendeva fino alla casa più tardi n. 9-12 e la casa stessa.
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Castelnero (al) |
F3 IP ACDe1908 LA1823 |
(Castel Negro) Altro modo con cui veniva indicata la casa n. 9-12 Inoltre il toponimo contraddistingueva il bosco p.f.768 nella località Ciampet, venduto dagli eredi di Celeste Mendini al Comune di Dermulo nel 1909. Probabilmente il bosco in passato era appartenuto alla casa al Castelnero.
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Chiesura (la) |
F3 LF ACDe1910 ASTn1690 LA1819 |
(Clesura) Era così designata la zona racchiusa fra la Ciavada e il ri Pissaracel. Prima della costruzione della galleria della ferrovia Trento-Malè il luogo aveva un’altra morfologia: a S della Ciavada i prati declinavano in direzione E-O verso il Pissaracel. Il materiale di scavo della galleria fu sistemato a valle verso il rio che fu incanalato. Quindi si formò l’odierno piazzale fra l’albergo Victory e la chiesa. Le p.f. interessate sono dal numero 187 al 190.
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Ciambièl (fòr a) |
F1
CD LF APTa1618 MC ACDe ASTn1554 LA1817 CaTer |
(Cambiel, Campobello, Campdel, Campedello) Significherebbe campo fertile e designa la zona coltivata a frutteto delimitata da O dalla SS 43, da E dalla strada denominata appunto di Ciambiel. Con il nome Campobello Rauti sulle mappe si intende una zona molto più ampia di quella sopra descritta. Personalmente ritengo che Campobello sia una traduzione errata del nome Ciambiel che forse non indicava un campo “bello” ma un campo piccolo (Ciampièl). Nel 1275 troviamo la prima citazione nella forma Campedello. Nei secoli passati inoltre all’interno della zona v’erano molti altri toponimi come si vedrà più avanti. Le p.f. interessate vanno dalla n. 368 alla 403.
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Ciambielòt (fòr a)
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F1 LA1895 |
(Cambielot) Significherebbe campo fertile e designa la zona coltivata a lla 403.
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Ciamblònc (fòr a) |
F2 F3 CD ACDe LF MC APTa1716 ASTn1659 BCTn1472 ADTn1691 LA1825 CaTer
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(Campolongo, Campolungo, Camplong) Vasti frutteti che si estendono a E della strada delle Braide, oltrepassando pure la Strada del Mas. Le p.f. interessate vanno dal 801 al 827 e dal 845 al 861. |
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Ciamperdón
(fòr al) |
F1
IP LF |
(Campotondo, Camperdon) Significa campo rotondo. Località costituita essenzialmente dalle p.f. 344, 345 e 346 a valle della SS 43 dir in prossimità del bivio per Coredo. Oggi su parte di questa particella si erge la casa di Bruno Emer.
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Ciampét (al) |
F3 IP ACDe1828 LF ASTn1747 LA1823 CaTer |
(Campet, Campetto) Era così designata la parte più a S del bosco delle Sort, posto a monte della Stazione della Trento-Malè. Al Ciampet nella p.f. 766 alla fine del XIX° secolo, c’era anche una sorgente che alimentava la fontana della Zità. Le particelle interessate al toponimo sono: dalla 766 alla 770. Fra queste la 768 era denominata anche Castelnero.
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Cianvècel
(fòr a) |
F1
CD LF ACDe APTa1723 |
(Campovecchio) Frutteto a valle della SS 43 dir, a S del Ri dele Force e circondato dalle Ciasete. Località formata dalle p.f. dal 539 al 543.
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Ciapitèl
(al) |
F3 CD ACDe1809 LF ASTn1671 ADTn1649 LA1820 CaTer |
(Capitel, Capitello). Zona circostante al sacello dedicato alla Madonna di cui si trova notizia già nel Seicento. Negli Atti Visitali del 1649 infatti si ordina il suo rifacimento. Accanto al capitello, cresce la pianta di tiglio messa a dimora nel 1908, per commemorare il 60° della reggenza dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Il toponimo interessa le p.f. 173, 176 e 177.
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Ciapitèl
(al) |
F1 LA1824 CaTer |
(Capitel, Capitello). Erano pure designati al Ciapitel alcuni boschi in prossimità della Croce nei presso del sentiero che scende all'eremo di Santa Giustina. Ciò indica la presenza in passato di una costruzione di questo tipo. Il toponimo interessava le p.f. 280, 281 e 282.
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Ciarotìna
(ala) |
F2 IP |
Frutteto alle Braide poco sopra i binari del tram costituito essenzialmente dalla p.f. 878/3.
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Ciasa Nova (la) |
F3 CD |
Si tratta della casa proprietà Emer costruita nel 1897 dai fratelli Germano e Geremia Emer.
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Ciasalìn (al) |
F2 IP APTa1618 ASTn1746 LA1895 |
(Casalin) Il nome richiama l’esistenza di antiche costruzioni, infatti verso il 1890 probabilmente durante la costruzione della strada che porta al Ponte di S. Giustina, vennero trovati parecchi reperti archeologici. Oggi del toponimo si conserva un debole ricordo ed è da localizzare nella parte a N del Lòc e più precisamente nelle p.f. 292 e 293 oggi in parte occupate dalla SS 43. Da un documento del 1904, si evince che tutto il Lòc era chiamato Casalin.
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Ciaséte (fòr ala) |
F1 CD ACDe1821 LF APTa1723 ASTn1663 LA1819 CaTer |
(Ciaseta,
Casetta) Anche questo nome si rifà all’esistenza di qualche
costruzione. Il sottoscritto ha rinvenuto in zona qualche frammento di
tegolone romano ed una moneta romana (sesterzio). Le
p.f. da 494 a 497
facevano parte del Beneficio Panizza; le
p.f. 488, 489, 490 e 491 della Stipendiaria don Romedio Widmann. A circa un chilometro e mezzo
dall’inizio della SS 43 dir, a valle si dirama per circa 200 metri la
Strada dele Ciasete.
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Ciavàda (la) |
F3 CD ACDe1909 LA1850 |
(Cavada) E’ così denominata la parte terminale della Via del Borgo (per chi sale verso la chiesa nuova), circa dalla casa di Casimiro Inama fino allo sbocco sulla strada statale. La stradina prima della costruzione delle due SS 43 e 43 dir proseguiva ripida fino a collegarsi con la Strada delle Laste e probabilmente con la strada che portava verso Sanzeno. Il nome deriva presumibilmente, dalla presenza in passato, di una cava di sabbia o di sassi.
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Ciavàuden
(fòr a) |
F1 CD ASTn1663 APTa1710 MC LF ACDe1856 LA1817 CaTer |
(Cavauden, Cavaudem) Frutteti pianeggianti posti all’estremità N del Comune Catastale di Dermulo. Il toponimo prosegue sui Comuni Catastali di Sanzeno e di Coredo. Anche la zona di Ciavauden era suddivisa in più sottozone: ai Sassi, Sotto la Strada, Sopra il Dos, ai Fossadi, Sgolma e Paradis. Nel 1928 la zona di Cavauden fu individuata dal Podestà di Taio come possibile campo di atterraggio di fortuna. Dalla SS 43 dir sul Comune Catastale di Sanzeno parte la Strada de Ciavauden che si estende nella sua parte terminale nel Comune Catastale di Dermulo. Le p.f. di Ciavauden vanno dal n. 508 al 530.
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| Cigaiole (ale) | F1 ASTn1726 LA1825 CaTer |
(Cagaiole,
Chegaiole, Kegaiole) Terreno fra le case di
Bruno Emer e
Ilda Inama, oggi
denominato Albera e corrispondente alle p.f.
347,
348,
349,
350 e
351 .
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Cóa (la) |
F3 CD ACDe1924 LA1848 |
(Cóva) Piccolo frutteto posto a valle della Strada Romana in corrispondenza dell’imbocco della strada dei Pradi formato dalle p.f. 128, 129, 130, 131 e 132.
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Contra
(in)
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Ubicazione sconosciuta.
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F2 ASTn1781 |
Il Rivalem è sicuramente l’odierno Rivalent. Nei pressi ancora oggi esiste un crocifisso, e la famiglia Eccher chiama Croce il frutteto racchiuso fra la SS 43 il Rivalent e la Strada Romana. Si può ipotizzare che in passato la croce fosse posta alla confluenza fra la strada che scendeva dalle Braide con odierna Strada Romana nei pressi del Rivalent.
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Cróna dele Marzole
(la) |
F2 CD LA1856 |
Il nome crona indica un ciglione di roccia fra due pareti. Bosco molto scosceso a O di Sass e a sinistra del Rivalent, suddiviso fra i molti proprietari di campagna nella località Marzole. E’ costituito essenzialmente dalle p.f. 81 e 82.
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Crós (fòr ala) |
F1
CD LF ACDe MC APTa1688 ASTn1646 CaTer LA1819 Arch.Decanale di Cles
1513
Perg. C.Bragher 1380 |
(Croce, Croxe)
Deriva dalla croce presente ab immemorabili all’incrocio della
vecchia strada per Pont Aut con il sentiero che scende verso
l’Eremo
di S. Giustina. Le particelle facenti parti di questa ampia zona
vanno dal n. 277 al 290 e dal
312 al 323.
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Crós de Cambiel |
ASTn1788 LA1820 |
Il nome si riferiva essenzialmente alle p.f. 321 322 323 ed era forse da ritenersi un'ulteriore specificazione del toponimo Cros, presente in altri luoghi a Dermulo.
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Crosàra (la) |
F3 APTa1710 ASTn1769 ACDe1809 |
Sta a significare incrocio di strade. Era così detta la zona nelle vicinanze dell’incrocio fra le odierne Strada Romana, e le due Vie Eccher. Nel Settecento era detta casa alla Crosara quella più tardi numerata con il 2-3. In un documento si trova citato anche il Colomello alla Crosara.
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Curte (ale)
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F2 ASTn1752 |
Terreno nella zona di Campolongo che dovrebbe corrispondere alle p.f. dal n. 851 e 857.
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Nel catasto del 1780 era così definito l’odierno Loc, proprietà allora della nobile famiglia Inama di Fondo.
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Doivie
(ale) |
F1 CD ACDe1894 APTa1618 ASTn1646 CaTer LA1800 |
(Duevie, Due Vie) Frutteto racchiuso fra la SS 43 dir e la Strada delle Plazze a S del Bertus. Le p.f. interessate erano dal n. 607 al 610. Sembra che lo stesso nome sia usato a volte per contraddistinguere anche il frutteto a S della Preda, al bivio per la SP 7 per Coredo. Inoltre a volte definiva anche i terreni a valle della strada per cui si riscontra alle Pinze o Due Vie.
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Dòss (zó al) |
F2 CD ACDe1910 |
Non si tratta in realtà di un vero e proprio dosso, ma di una baulatura rivestita da conifere a sinistra per chi scende della strada dei Pradi. E’ lo stesso bosco comunale chiamato nell’ Ottocento Doss del Tez. Il toponimo è da ascriversi alla p.f. 113, anche se non si può escludere venisse usato per il pascolo-bosco comunale sotto la strada (p.f. 110, 111 e 112).
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F2 ASTn1780 ACDe1828 CaTer |
E’ il luogo, che più tardi è chiamato solo Doss. Nel 1860 è chiamato anche Tega (Bosco ai Pradi ossia alla Tega). Il toponimo è da ascriversi alla p.f. 113, anche se non si può escludere venisse usato per il pascolo-bosco comunale sotto la strada (p.f. 110, 111 e 112). Si può dedurre che nell’ Ottocento esistevano due boschi detti ala Teza: uno ai Pradi descritto qui sopra, e l’altro a Somager.
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F1 CD |
Dosso ora sommerso dal lago di S. Giustina, visibile talvolta in primavera quando il livello del lago è basso. E' localizzato proprio di fronte alla diga, sulla sinistra dell’imbocco di Pont Aut. Sul dosso, detto anche Poinela, c’era un insediamento dell’età del Bronzo.
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F1 ACDe |
Si tratta del dosso che una volta esisteva a E del Plan del Cucù. Dopo gli anni '50 del Novecento, fu demolito dalla ditta Lorengo di Cles per ricavarne sabbia e ghiaia.
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F3 APTa1618 ASTn1766 |
Chiamata anche Sonda Longia o Stregla Longia, corrispondeva alle particelle n. 216 e 217, nella zona di Poz che una volta formavano un'entità unica ed erano fin dal 1618 proprietà della chiesa dei SS. Filippo e Giacomo. Nel 1769 è menzionato un luogo come Stregga Longia, ma non sono stato in grado di stabilire se fosse lo stesso di Fassa Longia.
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Fasse (via ale) |
F2 F3 ACDe1908 APTa1721 MC LF CD ASTn1583 CaTer LA1823
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Frutteti a N di Poz a valle della Strada Romana e a S di Lamport. |
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Fasséta (ala) |
F3 ACDe1891 ASTn1745 LA1904 |
Diminutivo di Fasse. Piccolo terreno formato solo dalla p.f. 219, oggi occupato dalla casa di Egidio Endrizzi.
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Femila
(a)
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Perg. C.Bragher 1340 |
Ubicazione sconosciuta.
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ACDe1859 |
Era un campo proprietà di Costante Tamè, ma non se ne conosce l’ubicazione.
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Fontana
(via ala) |
F3 CD |
Era la fontana che forniva l’acqua potabile alla frazione meridionale del paese. Essa si trovava di fronte alla casa n. 24 e nell’Ottocento era quindi chiamata Fontana agli Emeri. Racchiusa fra due strade, costruita dopo molte vicissitudini alla fine del Settecento e ristrutturata più volte, fu infine demolita nel 1958. Ancora oggi è rimasto il toponimo riferito alla piazzetta nei pressi della casa ex n. 24.
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Fontanazza (la) |
F3 CD CaTer |
La Fontanazza era una fontana coperta, da sembrare quasi una cisterna, e sicuramente il più antico punto di approvvigionamento idrico del paese. L’acqua nasceva proprio lì; forse il nome Poz della zona, deriva proprio dall’esistenza di questa sorgente. La Fontanazza si trovava quasi di fronte alla casa di Egidio Endrizzi, sulla destra della Strada Romana per chi andava a N. verso le Fasse. Oggi purtroppo non esiste più, perchè demolita nei lavori di allargamento della suddetta strada. Nel Settecento i prati nelle immediate vicinanze erano detti ala Fontana.
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Fontanele (fòr ale) |
F1 CD APTa1710
ACDe1857
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Frutteti e boschi a monte della SS 43 dir e a S del Ri dele Force, per la gran parte sul Comune Catastale di Coredo. Il nome indica la presenza di molte sorgenti.
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Foràm (al) |
F1 IP ACDe1876 |
(Forame) Era un bosco scosceso di proprietà comunale,posizionato sulla destra di Pont Aut e oggi sommerso dal lago di S. Giustina. Nel secolo scorso, il Foram era uno dei luoghi dove venivano assegnate le sorti di legna. Il nome dovrebbe indicare la presenza di qualche caverna.
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Fórce |
F1 ASTn1752 LA1837 |
(Forche, Forca) Boschi e prati nel Comune Catastale di Coredo da cui ha preso il nome anche il piccolo rivo che scorre nelle vicinanze. Molto spesso il toponimo compare come " a Cavauden ossia Forche".
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Formnum
(in)
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Ubicazione sconosciuta.
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F1 LF APTa1710 ACDe ASTn1775 |
(Fossà) Terreni a valle dell'omonimo rivo, costituiti dalle p.f. dal n. 499 al 507. Era denominato Fossadi anche il bosco comunale p.f. 451/2 posto a cavallo del rivo, fino al ponte della strada delle Plazze. Il rì dei Fossadi è la continuazione del ri dele Force sul comune catastale di Dermulo.
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Gomér (fòr al) |
F1 CD ACDe1859 LF ASTn1569 LA1817 CaTer Perg. C.Bragher 1357
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Frutteto a N dei Visenzi e a O della Busa. Gomer è il nome dialettale del versoio dell’aratro. Le p.f. interessate vanno dal n. 459 al 464. Nel 1569 e 1570 si trova al Gromer. Nel 1357 al Grumero. |
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Gorgo (zó a) |
APTa1482 |
Ubicazione sconosciuta. Il toponimo è però ancora presente a Taio (Gorc'). Il nome potrebbe anche essere stato letto male (Gorgo invece di Greggio?).
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Graun (al) |
Cod.Clesiano 1391 |
Ubicazione sconosciuta. Si trova “al Graun apud rivum aquae”. Forse corrisponde al Gromir e quindi al Gomer.
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Greggio
(al) |
F2 LA1892 CaTer |
Bosco al Raut da Ral, formato dalle p.f. 47 e 48. Anche la parte N della vicina p.f. 77 alla Bertolda veniva chiamata Grez.
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Gréute (ale) |
F1 LF ASTn1681 ACDe1875 LA1840 CaTer |
(Grente) Piccolo frutteto nella zona delle Bertuse, costituito dalle p.f. 303 e 304. Nel 1875 ignoti, forse sentendosi danneggiati dall’operato del Guardiaboschi Vigilio Tamè, proprietario del fondo, vi infierirono sulle piante di vite e gelso.
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Grezòt (zó al) |
F3 CD LF MC APTa1710 ACDe1866 ASTn1646 LA1828 CaTer
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(Greggio, Greggiot) Bosco una volta comunale, ora della chiesa, e frutteti declivi compresi fra il Pissaracel e la Coa, separati dalla parte iniziale della strada dei Pradi. Le p.f. sono comprese fra il n. 139 e il 148.
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Ischia
(al') |
F2 LA1848 |
(Iscla) Terreno ai Pradi in riva la Noce, formato dalle p.f. 97 e 98.
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Lampòrt (via a) |
(Amport) Frutteto a N delle Fasse e boschi a valle di questo. Ad inizio secolo nella zona vennero alla luce alcuni reperti archeologici. Le p.f. interessate vanno dal n. 266 al 276.
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Laste (su ale) |
F1 CD ACDe1860 |
(Laste rosse) Il nome deriva dalla roccia rossa affiorante. Nella zona si rinvengono degli aculei fossilizzati appartenuti ad animali preistorici. E’ denominata Strada delle Laste la strada che dalla SS 43 dir porta con una notevole pendenza a detto luogo. Proseguendo è possibile raggiungere il Maso Voltoline. La zona era denominata Brusadizzi. Le p.f. interessate vanno dal n. 661 al 668.
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Late
(fòr ale) |
F1
CD LF MC ACDe ASTn1646 APTa1798 LA1836 CaTer |
Bosco comunale formato in gran parte dalla p.f. 646, ma anche dai frutteti delle p.f. dal 647 al 651 ed in passato dalla p.f. 669/1 (Brusadiz) oggi chiamata Laste.
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Leonarda (ala) |
F1 APTa1681 ASTn1750 ACDe1850 CaTer LA1824 |
(Lenarda, Lenarde) Il toponimo deriva da Leonardo, probabilmente l’antico proprietario del terreno. Il fondo, che in passato apparteneva alla chiesa, è da localizzare nelle p.f. 370, 371, 372 e 373 nella zona di Ciambiel.
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Lòc'
(dént al) |
F2 F3 CD ACDe1881 |
(Logo) Frutteti pianeggianti a N del paese proprietà delle famiglie Emer. Nel 1698 e 1780 invece di Loc, la zona è chiamata Dietro la Casa o a volte anche Casalin.
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Lònghe
(ale) |
F1 APTa1750 ASTn1681 |
(Longe) Campo nella zona di Ciambiel che confinava con il fondo della chiesa di Taio. Nel 1681 confinava con un terreno della mensa episcopale.
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Forse si trattava della località Casalin.
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Ubicazione sconosciuta.
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Ubicazione sconosciuta.
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Ubicazione sconosciuta.
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Marzòle (fòr ale) |
(Marzol, Mazzole, Mazzolle) Frutteti pianeggianti a N del Plantadiz e a S delle Bertuse e della Cros. Era chiamata Strada delle Marzole la via che partiva dal Borgo, passava sotto la casa primissariale (ex n.16) e saliva fino ad oltrepassare l'attuale cimitero per poi sbucare nella strada per Sanzeno (oggi la SS 43 dir). La zona formata dalle p.f. dal n. 294 al 302, in antico era probabilmente un'entità unica di proprietà Thun. Questi alla metà del Seicento, investirono Giovanni Battista Inama, i cui discendenti poi divennero proprietari del terreno. Agli stessi proprietari apparteneva la Crona delle Marzole. Le p.f. 301 e 302 erano denominate al Poc.
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Marianel
(al)
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F2 IP |
Prato in località Pradi costituito dalla p.f. 87/2 e 87/3 che riprende il soprannome del suo vecchio proprietario Emanuele Inama detto Marianel.
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Màs (su al) |
F2 CD LF ACDe |
(Maso
Rauti). Maso che appartiene al Comune Catastale di Coredo, anche se una volta la casa
rustica al Mas che portava il n. 33 era sul Comune Catastale di Dermulo. Dopo il
compromesso con il quale le p.f. n. 732, 733/1, 733/2 e 735 passarono dal
Comune Catastale di Dermulo a quello di Coredo, la suddetta casa rimase per ½ su Dermulo
e ½ su Coredo. Il maso a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento era già
proprietà dei conti Thun di castel Bragher che avevano nella
famiglia Massenza di Dermulo i loro affitalini e manenti. Circa a metà
dell’Ottocento il maso passò in proprietà a
Giuseppe Mendini di Taio
ed infine a Giuseppe Depaoli di Terlago i cui discendenti lo posseggono
tuttora. |
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F3 CD |
Si tratta della casa oggi proprietà dei fratelli Eccher una volta denominato Maso Betta.
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Màs dela Fam (el) |
F2 CD ACDe1850 |
Altro nome del Maso Rauti indicante la situazione poco florida che doveva esserci in passato.
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F3 CD LA1856 |
(Maso) Si tratta della casa e dei terreni che la famiglia Martini di Taio, possedeva a Dermulo. in prossimità della loro casa.
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Mòra (fòr ala) |
F1 CD LF ASTn1780 CaTer LA1825 |
Frutteto a S di Rizzai, compreso fra la Strada della Mòra (o delle Parisole) ed il Ri dela Mòra. Le particelle interessate vanno dalla n. 565 alla 569.
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Mósne (le) |
F3 IP |
Piccolo terreno pieno di sassi e ricoperto da arbusti ora eliminati con la costruzione del garage di
Casimiro Inama.
In questo luogo,
una volta sorgeva la casa che qualche anziano ricorda come
ciasa dele
Tomeline. La casa portava il n. 15, ed era già in precarie condizioni
alla morte dell’ultima delle due sorelle Massenza dette Tomeline,
avvenuta nel 1868. Passata in proprietà del comune, di lì a poco tempo
si ridusse ad un rudere fino alla sua completa scomparsa.
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Nantolino (in)
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Cod.Clesiano 1357 |
Ubicazione sconosciuta. Sembra avere una certa assonanza con Voltoline ma fino ad oggi non si è potuta provare l'identità.
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Novai (ai) |
F1 ASTn1750 |
(Novali)
Il nome, come Rauti, indica dei terreni ridotti da poco a coltura, ed
infatti si trovavano nella zona dei Raut, proprio a monte delle
Doivie. |
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Orti (ai) |
F3 ASTn1780 CaTer LA1838 |
Nel 1780 erano così denominati gli orti proprietà delle future case n. 1, 2,3, 4, 7, e 8, circondati dalla proprietà Betta (ora Eccher) e dalle tre strade comunali. (V. mappa). A volte veniva specificato Orti ala Crosara. Le p.f. degli orti vanno dal n. 154 al 162.
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Oseléra (su al’) |
(Uselera, Oselièra) Zona coltivata a frutteto a N del Maso Rauti, confinante con il Comune Catastale di Coredo. In passato, nel luogo veniva praticata la caccia agli uccelli, utilizzando anche l’apposito roccolo, oggi scomparso. Le p.f. interessate vanno dalla n. 732 alla 744, e dalla n. 772 alla 779.
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Palù (la) |
F2 ASTn1680 |
Zona ai Pradi con caratteristica di acquitrino. Forse corrispondeva all'Ischia.
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Paradìs (fòr al) |
F1 CD |
Frutteto nella zona di Ciavauden formato dalle p.f. 509 e 510.
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Parisòle (fòr ale) |
F1 CD APTa1710 ACDe1859 ASTn1662 LA1879 |
(Palizole, Palesole, Parissole) Frutteti e boschi a E di Rizzai in parte sul Comune Catastale di Coredo. La strada che si dirama dalla SS 43 dir fra la Mora ed il Rizzai è detta Strada delle Parisole. Nei secoli passati assumeva grande importanza per il collegamento fra Coredo e Pont Aut.
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Parolot
(al) |
F1 LA1848 |
Terreno al Raut costituito dalle
p.f. 617 e 618.
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F2 ASTn1780 ACDe1860 |
In un atto dell’ACDe si trova menzionato il pascolo alla Pasturela ossia alle Braide. Potrebbe essere quindi una parte della zona ora chiamata Somager, costituita una volta dall’unica p.f. 828.
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Pedrezolo
(sub)
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Ubicazione sconosciuta.
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Pedros (a) |
ASTn1560 Perg. C.Bragher 1275 |
(in Pedrosso) Toponimo di ubicazione sconosciuta citato per la prima volta nel 1275.
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Pergoléte (fòr ale) |
F1 CD IP ACDe1902 LA1831 |
Frutteti posti a cavallo della SS 43 a N della Cros, in prossimità della diga di S. Giustina. Il nome è in relazione con la coltivazione della vite di cui riprende un sesto di allevamento che era molto diffuso in zona, cioè a pergola. Le p.f. interessate erano sicuramente le numero 327, 328, 329, 332, 337, 338, 339 e 340, ma non è escluso che altri terreni nei paraggi fossero chiamati con lo stesso nome.
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Pinat (al) |
ACDe1859 |
Campo di ubicazione sconosciuta, proprietà della famiglia Tamè. Forse si riferiva ai Pini Grandi.
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Pini
Grandi
(ai) |
F1 IP LF ASTn1775 LA1821 |
(Pini) Boschi e frutteti a monte della Strada dele Plazze che grosso modo corrispondono con il Gomer e le Sabionare. Il toponimo compare nel LF ma non è usato. Sicuramente era detta ai pini la p.f. 456.
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Pinza (fòr ala) |
F1 CD ASTn1857 LA1830 |
(Pinze) Frutteto compreso fra la Strada dele Plazze e quella di Ciambiel. Il nome non ha niente a che vedere con l’attrezzo "pinza", ma deriva da una preparazione di cucina che in italiano si può tradurre come schiacciata. La p.f. 363 nel 1850 era detta al Pinzot. Le altre p.f. interessate dal toponimo sono comprese dalla n. 358 alla 366.
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Pissaràcel (el) |
(Pissarachel, Pisaraca) Rivo che nasce in località Rizzol nel Comune Catastale di Coredo, e che con direzione E-O scende verso Dermulo. Tramite un tombone quindi supera i binari della Ferrovia Trento-Malè e lo stradone, e con percorso sotterraneo, prosegue fino quasi alla cascata che lo immette nella zona di Poz. Da qui il torrentello percorre a cielo aperto qualche centinaio di metri, supera con una cascata Scol e confluisce nel Noce. Il nome Pissaracel, era usato anche per designare i prati lungo il percorso del rio, nella zona di Poz.
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Plàn
de l’ Emer
(fòr al) |
F1 CD |
(Bosc de l’Emer) Bosco pianeggiante a N delle Plazze, sul Comune Catastale di Sanzeno. In passato probabilmente parte di questa zona era detta Zurlaia.
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Plàn dei Cucùdi (fòr ai) |
F1 IP |
(Plan del Cucù) Boschi privati a valle del Ri dele Force, oggi scomparsi causa lo sfruttamento della zona come cava di sabbia e ghiaia. Le p.f. vanno dalla n. 499 alla 502.
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Plani (ai) |
F2 IP ASTn1681 LA1778 CaTer |
(Piani, Pian) Frutteti a S del Rizzan e del Ciamblonc, una volta proprietà per intero della famiglia Fuganti di Taio. (p.f. da 862 a 870) Nel 1681 si trova alle Braide osii Pian. Era detta ai Plani anche una zona del Maso Rauti.
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Dalla descrizione fatta nei documenti, si evince che si trattava di una zona pianeggiante ai margini delle Voltoline, in parte sul Comune Catastale di Coredo. Sopra i Plazi de Cologna esiste la località Plani, ma è interamente sul Comune Catastale di Coredo.
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Plantadìz
(fòr al) |
F2 F3 CD LF
APTa1629 ACDe ASTn1555
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(Platadig, Plantadizzo, Plantadice, Plantadie 1343) Frutteti a S delle Marzole racchiusi tra la SS 43 e la SS 43 dir. Le p.f. interessate al toponimo vanno dal n. 254 al 264.
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Plantum
(a) |
ASTn1763
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Toponimo non localizzabile forse assimilabile a Blaum. Nel 1568 troviamo il toponimo in Plazum e nel 1571 in Platium. Potrebbe essere anche il vecchio nome del Plazzec e forse anche lo stesso di Sfortum.
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Plaza (in)
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Ubicazione sconosciuta. Forse Plazze, o Plazzec?
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F1 IP ACDe1850 |
(Plaz de Cologna) Zona nel Comune Catastale di Coredo a monte della vecchia strada per Coredo (nel tratto dopo il tornante). Nell'Ottocento, nella zona i nostri paesani vi pascolavano le capre. Sul nostro Comune Catastale invece era detta Strada di Cologna la via per accedere a tale pascolo che in parte corrisponde alla vecchia strada per Coredo. Nel 1706 la zona è detta Piazze.
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Plàzze (fòr ale) |
F1 CD LF MC ACDe LA1870 |
(Piazze) Zona boschiva per la maggior parte comunale nelle vicinanze del lago di S. Giustina. Nel secolo scorso ma sicuramente anche prima era la zona principale di pascolo di capre e mucche del comune di Dermulo. Dalla SS 43 dir si dirama la Strada dele Plazze, una volta detta dei Regiai, che costituiva il tratto iniziale dello stradone che portava a Revò.
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Plàzzec' (su al) |
F2
IP ACDe1827 ASTn1680 LA1749 CaTer LA1818 |
(Plachez, Placech, Plazzego) Una volta erano dei boschi privati pianeggianti, posti a E dell’Oselera. Oggi sono frutteti ed il nome Plazzec è quasi dimenticato. Le p.f. interessate vanno dalla n. 742, alla 748 e dalla 758 alla 763.
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Plovas (in)
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Ubicazione sconosciuta.
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Poc
(al) |
F1 LA1828 |
(Poch) Le p.f. 300 e 302 erano così denominate. Riguardo alla pronuncia si possono solo fare delle ipotesi: Poc come Ronc “c” dolce oppure Pòc stessa cosa ma con la “o” aperta, oppure Poc o Pòc con la “c” dura.
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Poinèla
(la) |
F1 CD |
Corrisponde al Doss dela Colombara. Nell’ACDe il dosso è sempre denominato Ponte Alto.
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Pomàra (ala) |
F1 ASTn1780 CaTer LA1821 |
Dal nome si evince chiaramente che nell’arativo alla Pomara erano
presenti dei meli. Nel catasto del 1780 è proprietario Romedio Maria Mendini e sono anche
specificati i confini: a E e N il Beneficio Panizza, a S i Betta e a O la Strada.
L’arativo alla Pomara dovrebbe corrispondere all’attuale
p.f. 498 anche se il confine a Ovest,
non convince. Nel
1783 a conferma di quanto sopra è nominata la località Casetta di
Sotto ossia alla Pomara.
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Pònt (fòr al) |
F1 CD |
Toponimo abbastanza recente che indica il ponte di S. Giustina costruito nel 1888 e la zona nelle immediate vicinanze.
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Pònt
Aut (fòr a) |
F1 CD ACDe1828 MC LA1822 |
(Pontalt, Ponte Alto) Si trova ora sommerso dal lago nei pressi della Poinela e per secoli, fino alla costruzione del ponte di S. Giustina, fu di vitale importanza per il collegamento fra le due sponde del Noce. La tradizione lo vuole di origine romana, ma qualche studioso è scettico a tal proposito. Con Pont Aut però si intendeva anche la zona circostante di bosco e pascolo, quindi la Poinela o Doss dela Colombara e gran parte della p.f. 413.
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Pontaz (al) |
LA1846
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Bosco non ben localizzabile che apparteneva a Antonio fu Giovanni Francesco Inama. Forse si trattava del Pradapont?
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Pònt
dela Mula
(fòr al) |
F1 CD ACDe1828 |
Piccolo ponte medioevale sul Rio S. Romedio, che collegava Sanzeno con le Plazze. Detto anche ponte Largaiolo oggi se ne possono intravedere i resti quando il livello del lago si abbassa. Sul nome del ponte esiste anche una leggenda si cui parlerò in altro luogo. Poco sopra il Pont dela Mula alla metà dell’Ottocento è stato gettato un altro ponte, ben più largo e solido sul quale passava lo stradone per Revò e che qualcuno confonde con quello della Mula. Nel 1503 si trova citato il Ponte Regaiolo che dovrebbe essere stato il Pont dela Mula.
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F1 ACDe1920 IP |
(Ponte delle Chiavi) Piccolo ponte sul Ri dei Fossadi lungo la strada che scendeva a Pont Aut.
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Pontàra (la) |
F3 CD ASTn1768 LA1856 |
Ripida stradina che parte dalla Strada Romana in prossimità del Pissaracel, ed arriva in Via Eccher nei pressi del Ciapitel. Nel 1879 è detto prato in fondo alla Pontara il praticello p.f. 192.
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Póz
(zó a) |
F2 F3 CD
APTa1618 ASTn1554
CaTer LA1818 |
(Pozzo, Pozo) Frutteti a N del Pissaracel ed a E di Scol Grant. La zona è forse chiamata così per la presenza di un pozzo (la Fontanazza?) da tempi molto antichi. Sulle MC in corrispondenza con Poz si legge Santa Maria, toponimo che non ho mai riscontrato in altre occasioni. Inoltre una delle lunghe particelle che si possono osservare sulle MC nella zona, era detta Fassalongia o Sondalongia. Le p.f. vanno dalla n. 194 alla 201, dalla 204 alla 222. Il primo riscontro del toponimo si ha nel 1275 nella descrizione di un terreno Super Pozum.
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F1
LF ACDe1821 APTa1778 ASTn1772 CaTer LA1821 |
Era così designato il grande prato comunale a S del Ri della Mora oggi p.f. 570 proprietà di Luigi Inama. A metà Ottocento era detto anche Pracomun o Pra Grand, oggi semplicemente Raut.
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F1
LF ACDe1821 APTa1778 ASTn1772 LA1816 |
Zona a valle della SS 43 dir, che si estendeva da N della Busa fino alle Ciasete. Alla fine dell’ Ottocento era detta Pozzata solo la p.f. 472, oggi invece il nome è stato soppiantato e sostituito con Ciasete.
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F1 LF ACDe1850 LA1824 |
(Prato Comune) Frutteto oggi chiamato Raut, formato dalle p.f. 570/1 e 570/2. Alla metà dell’Ottocento formavano un’unica entità di cui era proprietario Giuseppe Mendini di Taio. Il luogo si può identificare anche con il toponimo Pra Grand (1804) e Pozzata di Sopra. Con Pra Comun si designava per consuetudine qualsiasi prato di proprietà comunale, quindi a volte anche il prato ai Regiai o della Mula e pure il prato al Grezot.
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F2 ASTn1681 CaTer LA1850 |
(Pra dal Pont, Pradapont) Era una zona dei Pradi in riva al Noce a N del Rivalent, detta anche Ischia. Le p.f. interessate sono: dal n. 95 al 107. Il toponimo è importante perchè lascia intendere l’esistenza in antico di un ponte od una passerella sul Noce.
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F1 IP |
Prato di proprietà comunale detto più spesso Prato ai Regiai o Pra del Comun. Era posto sulla destra della strada proprio all’imbocco dell’omonimo ponte.
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F1 ASTn1804 |
Visto l’appellativo e assodato che era un prato comunale, si può ipotizzare che si trattasse del Pracomun (Pozzata di Sopra) più tardi p.f. 570.
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Pradàz (su a) |
F1 CD ACDe1857 LA1869 |
(Pradazzo) Parte all’estremo E del Pracomun, e tutta la zona a frutteto (sul Comune Catastale di Coredo) a monte (detta anche Zaneto) e a valle della strada che conduce alla cava del cementificio. Nel 1869 si trova al Pradaz ossia alla Mora.
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Pràdi (zó ai) |
F2 CD MC ACDe1835 ASTn1780 LA1888 |
(Prati) Località detta anche Pramartinel quasi in riva al Noce a N del Rizzan. Sulla MC del 1859 i Prati erano un settore che comprendeva le p.f. dal 1 al 225. Nel 1695 vi si trova un luogo detto Alli Fuganti. E’ detta Strada dei Pradi, la ripida e sassosa via che partendo in prossimità della Coa permette di arrivare al Noce. Le p.f. interessate vanno dalla n. 86 alla 112.
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F2 APTa1537 |
Si trovano menzionati più volte in occasione di dispute fra gli abitanti di Dermulo e i signori di Castel Valer. Con sicurezza si sa che questi prati erano in riva al Noce, e quindi di conseguenza è giocoforza localizzarli nell’odierna zona dei Pradi. E’ probabile anche che il toponimo fosse stato Pramartinel e che per un errore di lettura si sia trasformato in Pradi de Ternel.
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Praiola (ala) |
F3 ACDe1881 ASTn1772 CaTer LA1854 |
Era così chiamata la fascia di terreno a N della casa n. 9-10-11-12, ricompresa fra il Pissaracel e la strada principale, contraddistinta dalle p.f. n. 182 alla n. 186. Il nome potrebbe derivare dalla presenza di piante di pero.
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Pràmartinèl (zó a) |
F2 IP ACDe1848 LF ASTn1663 CaTer LA1818 |
(Pramartinello, Pramartinelli, Martinel) Indica la stessa zona dei Pradi ma non è molto usato. Nel 1535 nel APTa si trova i pradi de Tarnel in riva al Noce, dovrebbe trattarsi di Pramartinel.
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F1 ASTn1721 |
(Pra del Conzi) Prato nella zona di Cavauden che nel 1721 apparteneva a Giacomo Antonio Mendini. Conz è la dizione dialettale del nome proprio Concio. Non andremmo molto lontani dalla verità se affermassimo che il vecchio proprietario del prato fosse Concio Massenza.
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Préda
(fòr ala) |
F1 CD |
Piccolo frutteto compreso fra la SS 43 dir e la SP 7 a S dei Rauti costituito dalle p.f. n. 633, 634 e 635. Lo stesso terreno era denominato al Raut e nell'Ottocento anche al Tomelin, dal soprannome di quello che fu il suo proprietario: Antonio Massenza.
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Ràut (fòr al -su al) |
F1 CD LF MC ACDe1852 APTa ASTn1778 CaTer LA1818 |
(Rauti) Il nome a pari di Ronc sta a significare terreno bonificato, arato (in dialetto rautar vuol dire scavare). Attualmente è una vasta zona di frutteti con pendenza verso O situati fra la strada vecchia di Coredo e la SS 43 dir a S del Ri dela Mora. Nel 1723 è citato anche un luogo al Rautel. Il toponimo era usato anche spesso nella forma plurale ed in questo caso poteva essere confuso con la zona al maso Rauti. Le p.f. dal 575 al 590 e le p.f. 619, 620 e 621, quindi una gran parte del Raut, nel 1780 appartenevano a Bartolomeo Mendini, che le aveva ricevute in locazione perpetuale dalla comunità di Dermulo.
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Definito nella MC del 1859 come settore G, con le p.f. dal n. 730 al 827, oggi non è più usato se non per denominare l'omonimo maso.
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Ràut da Ràl
(al) |
F2 CD LA1819 Perg. C.Bragher 1275 |
(Rauderal) Frutteti a S di Sass a valle della SS 43. Nella zona è stata riversata una gran parte della terra, proveniente dallo scavo per la costruzione del deposito, oggi proprietà del Consorzio Agrario di Bolzano. Questo riempimento ha modificato parecchio l’aspetto originario. Nel Settecento si trova spesso il toponimo Audaral o Auderal evidentemente trasformatosi poi in Raut da Ral. Le p.f. interessate al toponimo vanno dalla n. 9 alla 21 e dalla n. 47 alla 50. Nel 1275 si trova il toponimo Novale de Rallo che corrisponde nella sostanza a Raut da Ral.
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Regiài (ai) |
F1 CD LF MC ACDe1828 LA1832 |
(Regai, Rigai) Nella MC del 1859 era il settore C, che comprendeva le p.f. dal n. 390 al 445. La zona oggi è sommersa dal lago, ma in passato i suoi pascoli, prati e boschi che dalle Plazze degradavano fino al Noce avevano per Dermulo una notevole importanza economica. Il nome ha la stessa etimologia di Rizzai, cioè indica la presenza di rigagnoli e prosegue sul Comune Catastale di Sanzeno, (fino al 1850 sul Comune Catastale di Banco). Era detta Strada dei Regiai, la strada che diramandosi dallo stradone per Sanzeno, conduceva a Revò.
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Rì (dént al) |
F3 CD CaTer LA1830 |
(Riddo) Il rio è sempre il Pissaracel, ma con questo nome si designa la parte a valle coltivata a frutteto, compresa tra il rio e la Strada delle Voltoline. Le particelle vanno dalla n. 696 alla 707.
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Ri dei Fossàdi (el) |
F1 ACDe1860 |
Piccolo rivo che nasce nel Comune Catastale di Coredo. Nel suo tratto iniziale (sul Comune Catastale di Dermulo) scorre in direzione E-O, piega poi a S, attraverso l’omonima località, passa sotto la strada delle Plazze, il Pont dele Clao e una volta si gettava nel Noce. Oggi lo stesso torrentello è chiamato Ri dele Force.
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Ri del Brusadìz (el) |
F1 ACDe1870 |
Piccolo rigagnolo quasi scomparso che attraversa in direzione E-O la zona del Brusadiz. Oggi è chiamato Ri dela Preda.
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Ri dela Mòra (el) |
F1 CD |
Rivo di modesta portata che scorre in direzione E-O a S della Mòra. Le sue acque passano poi a N dei Visenzi, attraversano il Blaum e si gettano nel lago.
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Ri dela Preda (el) |
F1 IP |
Piccolo rivo una volta chiamato Ri del Brusadiz.
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Ri
dele Fórce
(el) |
F1 IP |
E’ lo stesso rivo una volta chiamato Ri dei Fossadi. Nel Comune Catastale di Coredo è detto anche Ri dele Volp.
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Ri Risòla (el) |
F3 ACDe1850 LF |
Rigagnolo quasi sempre asciutto nei pressi della località Risola.
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ASTn1681 |
Il toponimo è riferito ad un bosco nei pressi della Praiola che confinava a O e a N con un rio, da qui forse il nome.
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Risòla (su a) |
F3 CD LF ACDe1860 ASTn1749 CaTer LA1829
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(Risolla, Rizol, Rizolla, Risolle, Resola) Frutteti a N di Ciamblonc, delimitati dal bosco comunale del Ciampet, la Strada di Risola e l’acquedotto irriguo. Le p.f. interessate vanno dalla n. 780 e 781 e dalla 794 alla 800.
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Rivalènt (el) |
Piccolo rivo che attraversa il Somager, Sass, la Crona dele Marzole i Pradi per poi gettarsi nel Noce. E’ chiamato Pònt de Rivanent il ponte della SS 43 sul rio omonimo. Il nome originario era Rivalèm o Ri di Valemi, dal cognome Valemi una volta molto diffuso a Taio.
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Rizàn
(el) |
F2 CD MC ACDe1881 ASTn1552 CaTer LA1819 |
(Rizagn, Rizzan, Rizagno) Rivo che segna per buona parte il confine fra il Comune Catastale di Dermulo e quello di Taio. Erano detti al Rizan, anche alcuni prati nelle vicinanze del rio, a valle della SS 43. Nel 1552 si trova Rizan de Sora e Rizan di Sotto. Da un’altra citazione: Rizan Sot a Via, si capisce inequivocabilmente che il riferimento era la strada.
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Rizzài (fòr a) |
F1 CD LF MC ACDe1866 ASTn1553 CaTer LA1816 |
(Lizai, Liscai 1553) Frutteti a N della strada della Mòra e a monte della SS 43 dir. Nel 1780 all’ ASTn si trova Ridal o Ridai che forse corrispondono a Rizzai. Il nome sta ad indicare la presenza di piccoli rigagnoli. Le p.f. vanno dalla n. 551 alla 564.
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Rizzòl (su a) |
F2 IP ACDe1879 ASTn1680 |
(Rizol) Bosco sul Comune Catastale di Coredo dove nasce il Pissaracel e dove arriva la Strada delle Sort che poi prosegue per Coredo. A Coredo è detto Rizzuol. Anche il Pissaracel a volte si trova menzionato come Rido di Rizzol.
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Romenere (ale) |
F1 ACDe1850 APTa ASTn1780 CaTer LA1850
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Terreni nella località di Ciambiel costituiti dalle p.f. 341, 342 e dal n. 352 al 357. Forse il nome deriva dal soprannome del proprietario che in qualche modo era legato al paese di Romeno. Ipoteticamente poteva essere Romener e quindi al femminile plurale Romenere.
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Rónc
(fòr a) |
F1 F2 CD LF ACDe APTa1681 ASTn1554 CaTer LA1830 Perg. C.Bragher 1275
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(Ronch, Roncho, Runch, Rung, Ronzo, Roncum) Frutteti a monte della SS 43 dir e a S delle Late. Il nome indica degli appezzamenti disboscati e ridotti a coltura. Il toponimo si incontra la prima volta nel 1275 nella forma Roncum. Le particelle interessate vanno dal n. 652 al 660. Gran parte di questi terreni fino alla metà dell'Ottocento, erano proprietà della Mensa Vescovile di Trento.
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Rovesso
(in)
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Ubicazione sconosciuta.
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Róza d’ Imbrenzi (la) |
F1 ACDe1868 |
Dovrebbe essere il Rio S. Romedio. Il nome imbrenzi indica il luogo di raduno degli animali pascolati.
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Sabionàre (ale) |
F1 ACDe1885 ASTn1674 CaTer LA1859 |
(Sablonare) Il nome lascia intendere chiaramente la consistenza del sottosuolo. Si tratta della zona boschiva a O del Gomer e della Busa, costituita dalle p.f. 452, 457 e 458. Ci sono molte probabilità che il toponimo sotto citato a Sablonezum sia lo stesso che Sabionare.
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Sablonezum
(a)
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Ubicazione sconosciuta. Forse lo stesso toponimo di Sabionare.
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Saldato (in)
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Ubicazione sconosciuta.
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F3 Perg. C.Bragher 1380 |
Terreno nei pressi della chiesa. Il toponimo è interessante in quanto attesta la presenza di una chiesa a Dermulo.
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Santa
Giustina (zó/fòr
a) |
F1 CD ACDe1866 ASTn1565 CaTer LA1824 |
Boschi scoscesi nei dintorni e lungo il sentiero che conduce all’omonimo eremo. Ma anche terreni arativi nelle vicinanze. Le p.f. interessate vanno dalla n. 324 alla n. 336. Nel 1668 si trova anche Alle Sort di Santa Giustina.
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F3 MC1859 IP |
Zona a frutteto oggi chiamata Poz. Il toponimo non è mai stato riscontrato in altri documenti ad eccezione delle vecchie MC. Verosimilmente, l’origine va ricercata nei possedimenti che aveva in zona, la chiesa di S. Maria di Taio. (A meno che non si tratti di un errore del redattore delle mappe.)
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Sass
(fòr a) |
(Sasso) Frutteti a valle del primo tratto della Strada Romana per chi proviene da Taio. Il luogo è diviso in due parti da una vallecola, dove scorre il Rivalent. Secondo una mappa riportata sul libro di Hanns Inama Sternegg, nel XVI° sec. la zona era detta Stregle Longe, ma non si sono avuti altri riscontri che il toponimo fosse in questa zona. Il nome Sass secondo Karl Ausserer (Der Adel des Nonsberger pag. 50, nota n. 13) deriva dal tedesco Freisasse che significa possessore di bene allodiale. Le particelle vanno dalla n. 51 alla 59 e dal 64 al 67.
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Sassi (ai) |
F1 ASTn1764 LA1811 |
In un documento si legge ai Sassi ossia alla Tonda, in un altro ai Sassi ossia a Cavauden sotto la Strada quindi penso si tratti di due toponimi differenti. Per quest'ultimo le p.f. interessate vanno dal n. 510 al 519.
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Scòl
Grant
(zó a) |
F2 IP ACDe1910 ASTn1780 CaTer
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(Scolla) Boschi scoscesi a O di Poz e delle Fasse, che degradano in riva al Noce.
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Scòl
Pìzzol
(zó a) |
F2 IP ASTn1780 |
Boschi scoscesi a O del Grezot, sulla sinistra orografica del Pissaracel.
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APTa1537 |
Ubicazione sconosciuta. Forse scambiato con il toponimo Plantum o Blaum.
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Sgolma (ala) |
F1 ASTn1745 LA1823
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Terreno in località Ciavauden, subito a N del Ri delle Force costituito dalle p.f. dalla n. 527 alla 530.
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Somàger
(su a) |
F2 F3 CD MC
ACDe1828 ASTn1554 CaTer LA1848 |
(Somagro, Somagher) Zona per la maggior parte a frutteto, molto ripido ed esposto a O. E’ delimitata grosso modo dalla strada che porta al Maso Rauti, da quella che scende alle Braide, dai binari della Ferrovia Trento-Malè e dalla strada che dalla SS 43 sale alle Braide. Le p.f. interessate vanno dalla n. 788 alla 793 e la 828. Nel 1871, la p.f. 828 fino allora proprietà comunale, fu frazionata in sei parti e venduta all’asta ad altrettanti abitanti di Dermulo. Il nome indica la struttura non proprio fertile del terreno (suolo magro). Somagro è'uno dei toponimi più antichi di cui si ha riscontro essendo stato citato perla prima volta in una pergamena del 1275.
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Somocinum (in)
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Ubicazione sconosciuta.
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Sòrt
(ale) |
(Sorti) Piccoli frutteti e boschi di conifere in prevalenza comunali esposti a N, sulla sinistra del Pissaracel. Il nome indica chiaramente che nella zona, in passato, venivano assegnate le sorti di legna agli abitanti del paese. I terreni in parte furono poi venduti dal comune ai privati. La Strada dele Sort una volta era molto frequentata per raggiungere Coredo. Le p.f. con questo toponimo sono la 764 e 765 e anche dalla n. 748 alla 758.
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F3 CD LF ACDe1883 ASTn1550 LA1823 CaTer
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(Sotto le case) Striscia di frutteti e bosco a O delle case ex n. 26, 27, 31 e 32. Le p.f. sono la n. 133 e 134 e dalla n. 118 alla 127. Nel 1559 si riscontra Sotto la casa di Inami.
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(Sota ‘l Rocol) Frutteto nella zona dell’ Oselera sottostante il roccolo una volta ivi esistente.
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F3 APTa1618 LA1895 Perg. C.Bragher 1275 |
(Sota la Glésia, Sub Ecclesia) Nel 1275 si riscontra la prima volta questo toponimo nella forma latina Sub Ecclesia. Nel 1618 è proprietà della chiesa. Nel 1766 lo stesso luogo è detto Pissaracel come pure nel 1780. Corrispondeva agli orti e al piccolo prato sotto il vecchio cimitero. Nel 1895 si contraddistingue con questo toponimo la p.f. a Poz n. 215.
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Sotto Sass
(ale)
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F3 LA1823 |
(Sota Sasso, Sot Sassi,) Boschi individuabili nelle p.f. dal 68 al 76, sotto la località Sass.
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Spinate (ale) |
F1 ASTn1751 CaTer |
Arativo nella zona di Ciambiel formato dalle p.f. 388 e 389. Un toponimo alle Sponare individuato nell'ASTn, sembra essere stato un errore, visto che entrambi i luoghi avevano lo stesso proprietario.
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Splazzol (al) |
F3 ACDe1869 LA1870 |
(Plazzol, Spiazzol) Nel Settecento era detta anche al Plazzol la casa poi numerata con il 23. Nel 1922 lo spazio comunale di fronte a questa casa è denominato Piazza con il n. di p.f 172 . Il terreno in questione appartenente alla famiglia Emer prima della costruzione dell'odierno stradone, (1850) costituiva un corpo unico fra le p.f. 168, 169, 171, 785 e 786.
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Stradàzza (la) |
F1 CD |
Strada sterrata fra l’Albera e il Ciamperdon che serviva di collegamento, fra la SS 43 dir e la SS 43. Fu costruita nel 1890 a spese del comune di Coredo, quale scurtatoio, per raggiungere il ponte di S. Giustina, che era stato da poco ultimato.
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F3 ASTn1559 |
(Strega Longia) Secondo una mappa riportata in Geschichte aller Familien Inama di Hanns Inama Sternegg nel XVI° sec. era la zona di Sass. Secondo me però il toponimo è da collocarsi nella zona di Poz. Il nome stregla richiama il modo di coltivazione della vite a filari. Nel 1567 si riscontra in un documento alle Stregle Longe osia al Canton.
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Tomelin (fòr al)
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F1 LA1885 |
Piccolo frutteto compreso fra la SS 43 dir e la SP 7 a S dei Rauti costituito dalle p.f. n. 633, 634 e 635. Il toponimo deriva dal soprannome Tomelin riferito ad Antonio Massenza suo antico proprietario. Lo stesso terreno era denominato al Raut e attualmente alla Preda.
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Téza (ala) |
(Tega, Teggia, Tezza) Era così chiamati i boschi comunali e privati nella zona di Somager. (p.f. 791, 792, 793) Nei documenti si legge spesso alla Tezza di Somagro oppure alla Tezza di Campolongo. Nel 1868 però è indicato come proprietà comunale il bosco ai Pradi ossia alla Tega, che non sarebbe altro che l’odierno Doss, cioè quello chiamato in passato Doss del Tez. Nel 1760 si trova un bosco comunale denominato alla Tezza di Cambiel, che dovrebbe essere stato la futura p.f. 390, poi venduta a privati detta anche Busa. Erano a volte denominate Tezza, sempre a Cambiel, le p.f. dalla n. 404 alla n. 409. La tezza o tegia oltre ad una pentola era anche un soppalco con tetto che serviva al guardiaboschi come punto di osservazione.
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Tónda (fòr ala) |
F1 CD LF ASTn1783 LA1825 |
Piccolo frutteto nella località Ciasete formato dalle p.f. 486 e 487. Il nome indica la forma tondeggiante del luogo.
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Tovàre (ale) |
F1 IP ACDe1876 |
(Tovara) Località in parte comunale ed in parte privata, nella zona di Pont Aut. Ad inizio secolo, venne sfruttata come cava di tufi, dal sovrastante Cementificio Tassullo.
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Traìna (zó ‘n) |
F2 F3 CD
ACDe1886 ASTn1573
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Boschi scoscesi dopo il Grezot a valle della strada dei Pradi costituiti dalle p.f. dal 135 al 138.
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F1 ACDe1858 |
Luogo menzionato come pascolo di capre assieme a Pont Aut e Foram. Potrebbe essere un’abbreviazione di Val Secca e/o Val Mora.
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Valbocara
(in)
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Ubicazione sconosciuta.
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Val
de
Dermùl (la) |
CD |
Toponimo sul monte Roen che ricorda l’antica appartenenza al nostro paese di questa porzione di montagna. A Dermulo si racconta della cessione di questa valle con un certo rammarico e disappunto: “i là zeduda per na marenda”. Chi asserisce di aver letto il documento di tale cessione, mi ha assicurato che non è andata proprio così, ma non è stato in grado di indicarmi, dove si trovi questo prezioso atto. Questo è quanto mi è stao detto: Dermulo ancora dal Cinquecento doveva sottostare a degli obblighi finanziari nei confronti della chiesa di Sanzeno, ed essendo la comunità di Dermulo molto povera, si decise di alienare i possedimenti sul Monte Roen. La Valle di Dermulo passò così a Sanzeno ed in cambio si ottenne lo sgravio dai suddetti obblighi.
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F1 APTa1706 |