LE VENDITE DEL SETTECENTO

 

Dal catasto del 1780, il comune risulta possedere i seguenti beni: un bosco alle Sort, uno ai Brusadizzi, un bosco e pascolo alle Plazze, un “Piaggio pendente a Pra Martinel detto Doss di Tez”, un bosco alla Pasturella, un bosco in Plazego, un bosco alle Voltoline ed un prato ai Regai. Non figurano nell’elenco i prati alla Pozzata per i motivi sottodescritti.

Una rilevante riduzione del patrimonio comunale, almeno in termini di superficie, si ebbe nell’ultimo trentennio del Settecento, tramite numerose locazioni perpetuali. Questi affitti, chiamati anche investiture o livelli, erano dei contratti della durata di 19 anni nei quali l’affittuario corrispondeva al proprietario (in questo caso il comune) il 5% della rendita del terreno. Di solito erano terreni boschivi e di poca rendita che il livellario si impegnava a bonificare. Trascorsi i 19 anni c’era la possibilità di rinnovare il contratto, “con l’onoranza di una libbra di pepe”, di affrancarsi o di acquistare il terreno. Nel 1773, la comunità di Dermulo metteva all’asta un terreno pascolivo alle Voltoline, che verrà aggiudicato a Giovanni Giacomo fu Giovanni Giacomo Inama.

Nel 1778 a Dermulo, venne fondata la primissaria ed in occasione di questa la comunità, già gravata da altri debiti, decise di locare perpetuamente ai suoi censiti, numerosi terreni per la maggior parte siti al Raut, ma anche alle Voltoline a Campolongo, alla Croce, alle Late. I terreni poi divennero proprietà privata. (V. I terreni e i loro affittuari nel '700)

Di alcuni di questi contratti, abbiamo le scritture, e a titolo di esempio ne riportiamo una, con la quale i regolani di Dermulo chiesero l’autorizzazione per la locazione al principe vescovo Pietro Vigilio Thun. A permesso concesso fu fatta poi l’assegnazione dei terreni.

 

Altezza Rema

Ritrovantosi la Comunità di Dermullo sommamente agravata da debiti, e Capitali formati per il necessario mantenimento dei averi nei anni si carestiosi, come pure essendo la medesima sproveduta di Sacerdote e Primissario, attesa la necessità del medesimo per il bene e vantagio Spirituale ne avendo i mezi di procurare il mantenimento congruo, noi umilimi Supplicanti quai Rappresentanti di detta Comunità riccoriamo () benignità, e Clemenza dell’ALtezza V. Rema suplicando la meda= di concederci il benignissimo Placet di mettere all’incanto certi beni Comunali altresì di poco provento a titolo, di Livello pel il necessario mantenimento di detto Premissario, e per pagare gli Interessi de Capitali, e qualor il Livellario si volesse affrancare primieramente debba ricorere da V. Altezza Rema per ottenere il benignissimo permesso, e sospirano la grazia quam Dente

dell’Altezza V. Rema

Umilmente Servi, e sottoscritti

Domenico Massenza e Gio: Mendini Rappresentanti della Villa di Dermullo.