I terreni locati a diversi abitanti di Dermulo per la fondazione della primissaria nel 1778 erano:
“1. Al Sudd.o Bortolo Mendini una pezza di Terreno boschivo con una cavata d’apresso verso 7ne benchè ora da lui in parte ridotta a coltura posta nelle pertinenze di Dermullo = al Raut= presso a mattina la strada Comunale, mezzodì il D. Gio: Emer, come successore d’altra porzione di terra Boschiva toccata a D. Francesco Mendini, ed ora da quest a quello confessa da sera Gasparo Inama con campo arativo e da 7ne lo stesso D. Bortolo Mendini col proprio Fondo, ed in picola parte il Comune della semenza come si releva dalla pericia del D. Gio:Francesco Inama in compagnia di M. Francesco Cristoforetti, e per il prezzo di R.si sedici per ogni staro rapporto al corpo grande del d.o terreno, e de R.si quatordeci rispetto alla pessa picola coll’obbligo di corrispondere a titolo di Livello il cinque per cento finochè sarà poi ottenuto il Placet per la eventuale vendita dal med.o Mendini.-
2. Al mencionato D.
Francesco Mendini una pezza di terra boschiva ora
poi per metà concessa al memorato D. Gio:
Emer, cioè quella parte di sopra
alla quale in intero confinano la strada Comunale, mezzodì Lucia ved.a di
Gio:Batta
Inama con altro Incanto, da Sera la strada consortale, ed in maggior parte
imperiale, 7ne Eredi di Gregorio Endrizzi
di ½ Tedesco, ed il sud.o D. Bortolo Mendini col prete suo Incanto per il prezzo di R.si dieci otto per cadaun staro,
e della Semenza da ritrovarsi come avanti.-
3. Alla mentovata Lucia
vedova Inama a nome del figlio altra pezza
boschiva aderente all’altra =al Raut= osia alle doi=Vie= presso da mattina la
Via Comunale, da ½ dì Ant.o Inama con altro incanto, da Sera la strada Imple,
da 7ne li antedi= Mendini ed Emer p il prezzo di Rasi: sedici e mezo p staro, e
della semenza come avanti.-
4. Ad Antonio Tamè altra pezza boschiva annessa all’anteda=
dell’Importo limitato de stara cinque, presso da matta, la strada Comunale,
mezzodì il Comune, Sera la strada Imple, 7ne= la
Lucia sud.a= p il prezzo de Ra.si
= venti per staro.-
5. Al D.
Francesco Mendini un sito greggivo a Campo Longo= a corpo e non
a misura p. Ra.si= quindici così accordati presso da Matt.a () Anrt.o Barbacovi,
mezzodì il Rido e sera la strada publica, 7ne= la strada Consortale.=
6. Al pred.o M.o= Gio:
Emer parimente a corpo e non a misura altro sito
greggivo =alle Voltoline= presso da Matta un fosso Comunale ½ dì il Rido, sera
il compratore 7.ne= la strada Comunale. p il prezzo de R.si= trenta cinque.-
....... mediante la promissione de reto col tocco di mano sotto titolo di livello perpetuale ma francabile colla licenza di Trento, e da renovarsi ogni dieci nove anni coll’onnoranza d’una Libra pepe fra tutti hanno concesso e trasferito alle prefatte persone li beni a cadauno toccati nelle mencionati incanti. E così cadauno ad avere, e possedere conforme simili dandogli con tutti salvo il diritto dominio alla Comunità, la quale fece ciò, perchè gli conduttori hanno promesso ridure in buona coltura le loro pezze di terra toccate, e per quelle pagare l’accordato fruto del cinque per cento a S. Michele annualmente, sinochè saranno al caso di fare lo sborso delle rispettive somme med.e= la licenza dell’Eccelsa Superiorità Trento, perchè cosi per patto a cadauno fu accordato. ..........[1]
Nel 1781 furono locati a livelli perpetui altri due terreni del comune e precisamente: a Bortolo figlio di Bortolo Mendini “un Bosco pendente piantato di Roveri e Pini della semenza tale quale s’aritrova sito nelle pertinenze di d.o Dermulo luogo d.o=alle Voltoline= cui confina da mattina il D. Gio:Francesco Inama, da mezzodì il Rido, da sera altro Rido piciolo, o sia Gio: Emer, e da 7ne Giacomo Inama del valore de ragsi Settanta....”
ad Antonio Massenza “un Bosco denominato =alla Croce= piantato a Pini, e qualche Larice.......al quale confinano da mattina la strada comune, da mezzodì il comune con Bosco, da sera la strada publica, e da 7ne Domenico Massenza livellario d’essa Comunità........li conduttori hanno promesso pagare come avanti fu spiegato, e rendere li Boschi locati in coltura con pianto di vigne, e morari , onde possano più agevolmente ricavarsi li frutti come fu detto del cinque per cento.....”[2]
Nel 1798 furono locati altri due terreni alle Late, uno a Innocente figlio di Domenico Massenza e l’altro a Baldassare Inama. Si richiede pure l’autorizzazione al principe vescovo per “alienare certi beni comunali di poco provento alla somma de ragsi 300 ca come pure di affrancare certi livelli che furon incantati, avanti qualche anni con la previa licenza dell’eccelsa Superiorità per formare l’annuo salario al S. Primissario locale alla somma di altri rasi trecento, li quali doverano essere investiti per ricavare l’annuo frutto, ed impiegato come sopra. .....”[3] Nei motivi esposti a sostegno della necessità di reperire denaro, si cita la guerra che era in atto in quell’anno, combattuta fra i francesi e l’esercito tirolese.
Si desume quindi che molti, se non tutti i terreni locati a livello furono poi acquisiti dai relativi affittuari.
[1] Il ms originale si trova presso l’A.C.D. nella cartella dell’anno 1778.
[2]
Ms. nell’ A.P.T.
[3] Ms. del 29 luglio 1798 presso l’ A.P.T.
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