I POSSEDIMENTI COMUNALI

 

Dermulo, paese piccolo oggi, e ancora di più nei secoli scorsi, era accomunato come situazione di vita agli altri villaggi limitrofi. I beni comuni ad uso dei censiti erano in numero ridotto, e quei pochi che esistevano, necessitavano di grandi sforzi per trarne giovamento. I boschi comunali, raramente piani e agevoli, erano molto magri e sfruttati all’inverosimile. La vegetazione dei boschi per la maggior parte era costituita da arbusti e pini. Non a caso era molto diffusa la fojarola  ed esistevano molti terreni destinati a pascolo delle capre. A differenza degli altri comuni poi, Dermulo non possedeva terreni in montagna, che per l’epoca rappresentavano un indice di relativa ricchezza. Nel XIV° secolo, la comunità possedeva sul monte Roen la così detta “Valle di Dermulo”. Attualmente essa appartiene al comune di Sanzeno. Di questa cessione, ancora oggi se ne rammenta il magro affare (“I la venduda per ‘na marenda”). Forse denaro da quelli di Sanzeno, i dermulani non ne avevano ricevuto proprio niente, se come sembra l’alienazione della montagna, era stata dettata dalla necessità di sgravarsi dall’obbligo di concorrere alle spese di costruzione (o ristrutturazione) della chiesa di Sanzeno.

Nei secoli passati si era creati nuovi terreni a discapito del bosco di cui oggi rimane traccia nei toponimi Ronc, Rauti e Novali

Le proprietà comunali saranno considerate procedendo a ritroso dal 1928, prendendo come base di partenza l’inventario effettuato dal capocomune Felice Inama, per il passaggio di consegne al nuovo Comune di Taio. Man mano saranno elencate le principali variazioni dovute a vendite o acquisizioni.

Le proprietà immobili del comune erano costituite essenzialmente da boschi, prati, pascoli, strade e piazze ed una casa. In più c’era qualche dirupo e zona incolta di poca superficie.

I prati comunali alle Casette (p.f. 474 e 478) ed al Grezot (p.f. 143) furono ceduti alla Parrocchia di Santa Giustina di Dermulo, con decreto del Presidente della Repubblica datato 18 giugno 1952.[1]

 

      

 

 I TERRENI COMUNALI NEL 1928

 

p.f.

LOCALITA’

COLTURA

5

Pradi

pascolo

32/1

 

casa n. 21

55 ed

 

deposito

108

Pradi

bosco

109

Pradi

bosco

110

Pradi

pascolo/bosco

111

Pradi

bosco

112

Pradi

bosco

113

Pradi

pascolo/bosco

142

Pradi

bosco

143

Pra Comune (GrEzot)

prato

148

Pradi

pascolo

149

Pisarachel

bosco

163

Pradi

pascolo

172

Pradi/Piazza

improduttivo

178

Orbet Pisarachel

pascolo

190/1

Croce

prato

192

al Ri

pascolo

193

Cimitero

improduttivo

194

Pisarachel

prato

218

alla Fontana

pascolo

247

Pradi

orti

263/2

Cimitero

 

276

Croce

improduttivo

277

Croce

pascolo

278

S. Giustina

improduttivo

279

Croce

bosco

412

Rigai

improduttivo

413

Rigai

bosco

414

Rigai

improduttivo

415

Rigai

pascolo

416

Rigai

bosco

421

Rigai

bosco

422

Rigai

bosco

435

Rigai

bosco

436

Ponte Alto

pascolo

437

Rigai

improduttivo

438

Rigai

pascolo/prato

439

Rigai

pascolo

440

Rigai

pascolo

441

Rigai

bosco

442

Pont della Mula

bosco

443

Rigai

bosco

444

Rigai

bosco

445

Rigai

bosco

446

Piazze

bosco

447

Piazze

bosco

448

Piazze

bosco

449

Piazze

bosco

450

Piazze

bosco

451/1

Piazze

pascolo

451/2

Fossadi

bosco

474

Cavauden (casette)

prato

475

Piazze

bosco

476

Cavauden

bosco

478

Cavauden(casette)

bosco/prato

600

Cavauden

pascolo

622

Campobello

bosco

641/1

Cavauden

pascolo

642

Cavauden

pascolo

646

Campobello

bosco

665

Campobello

improduttivo

669

Campobello

bosco

670

Laste

bosco

671

Campobello

bosco

694

Campobello

bosco

695

Campobello

bosco

730

Rauti

bosco

731

alle Sort

bosco

768

Rauti

bosco

771/1

Rauti

bosco

828/1

Braide

improduttivo

828/9

Braide

arativo

828/1

Braide Somagro

improduttivo

 

 

 

 LA CASA COMUNALE

 

La comunità dei Dermulo non aveva mai posseduto una casa comunale, dove ci si poteva riunire, dove si potevano conservare i documenti ed amministrare il paese. Probabilmente tale funzione era svolta dalla sacristia della chiesa, dalla casa primissariale o da qualche casa privata, ed in questa eventualità, plausibilmente dalla casa del capo comune pro tempore.

Verso il 1890, si prospetta la possibilità anche per Dermulo, di avere la propria casa comunale in seguito alla seguente circostanza:
Germano Inama figlio di Pietro Guslot, rivestiva in quel periodo la carica di capo comune. Inaspettatamente però emigrava in America senza più dare sue notizie e per di più lasciando in patria parecchi problemi. Proprio a causa di questi, la casa di sua proprietà numerata con il 21 fu venduta all’asta e comperata per l’importo di 552 Fiorini dal comune.

In pratica però, con questo acquisto il comune si indebitò ulteriormente e non potè affrontare altre spese che sarebbero state necessarie per ristrutturare la neo acquisita casa. Quest’ultima pertanto non divenne mai l’ambita sede comunale.

Nel 1893 il Comune fa costruire a spese di Elia Inama, un muro divisorio fra la casa n. 20 e quella n. 21. Ed è da questo anno che si incomincia a parlare di casa comunale o cancelleria.

 

Descrizione

dei lavori che il Comune di Dermullo intende costruire nella casa del Comune Civi: Nr 21, giusta protocollo di Rappresentanza Comunale dei 18 Corr: m., i quagli consistono

1. costruire un volpiano al seconodo piano sopra il sommasso della precitata casa, e precisamente dalla porzione di casa goduta da Inama Elia fino alle camere attuali stufa e cucina del Comune.

2. Mettere in opera nel volpiano stesso una scala digià preparata che mette dal primo al secondo piano, il qual posto verrà in seguito indicato.

Si osserva che prima di costruire il volpiano il legni ivi esistenti, dev’essere tolti fuori e profilati, a modo che il volpiano risulti diritto, e formare tutto un medesimo livello corrispondendo in retta congiunzione col volpiano delle camere attuale stufa e cucina. Questo volpiano non viene smaltato al di sotto, ma dev’esser ben costruito in modo che riesca solido nella sua esistenza.

L’importo pella costruzione di questo lavoro venne stabilito nella cifra di Afi 20.- venti pagabili dopo compiuto il lavoro, di più il Comune corrisponde coi seguenti materiali: calcina , sabbia, filetti, legni e chiodi da filetto; sintende da sè che i rimansuli di tutti questi materiali resta al Comune.

Quello che si tratta di sassi, condotta di sassi, ed altri materiali qua non mentovati, deve corrispondere il levatario dei lavori.

Il lavoro devesi dari affatto compito entro il mese di Ottobre del cor. anno

Il levatario deve produre una sigurta in solidale, riconosciuta per tale dal Comune per garantire la costruzione dei mentovati lavori.

...............

 

 

Atto nella cancelleria comunale di Dermullo

a dì 25 Settembre 1892

 

Presenti

 

Eccher Andrea

                                Cons.Com

Inama Eugenio

avanti il

Capo Comune

Germano Emer

 

Dopo di aver regolarmente emmanato l’avviso a quest’albo Comunale in data 18 cor. m. col quale portavasi a connoscenza che in quest’oggi alle ore 12 del meriggio e successive, verrà esperito in questa Cancelleria l’incanto dei lavori portati dalla presente descrizione, pei prezzi già stabiliti di prima grida, cioè pel primo a F.20.- e pel secondo a F. 8-[quest’ultimo riguarda dei lavori alla fontana della Zità]

Giunta l’ora stabilita, preletta la descrizione dei lavori il Capo Comune dichiara aperta l’asta sudichè si fece dal banditore Inama Felice proclamare da prima il prezzo dei lavori nella casa del Comune stabilito come sopra da deliberarsi al minor offerente.

Proclamato si ebbe le seguenti offerte

1. Echer Andrea ofre fi. 20

2. Tamè Vettore ofre 18

3. Inama Baldessare ofre 17:50

Non essendosi presentato minor offerente venne deliberato a Inama Baldessare di Dermullo pel prezzo di Afi 17:50 diciasette e 50 soldi cola sigurtà di Andrea Echer

 

croce   di Inama Baldessare

Andrea Eccher sigurtà

 

Si passò pure a far proclamare il secondo lavoro e si ebbe le seguenti offerte

1. Tamè Vettore ofre fi 8

Non essendosi presentato minor oferente venne deliberato a Tamè Vettore per Afi 8.- otto colla sigurtà Inama Eugenio

 

Vettore Tamè

Eugenio Inama Segurta

Andrea Eccher Consi.

Gno Emer

 

Nel 1896, il comune considera di effettuare una permuta della casa n. 21 con la casa primissariale n. 16, senza però concludere niente.(Vedi qui sotto la stima relativa alle due case) Nel 1904 si propone di cedere il I° piano ed un avvolto della casa n. 21 al fondo primissariale, in cambio della casa n. 16 e relativo orto (p.f. n.247), ancora una volta senza concretizzare l’idea.

 

Stima

Noi sottoscritti Andrea Eccher, e Costante Tamè quai periti locali di Dermullo, per ordine di detto Comune abbiamo valutato.

1. Una Casa con piccolo Broilo anesso di proprietà del fondo primisariale di Dermullo contenente i seguenti locali a piano terra due avolti; al I Piano Cucina Camera ed un Salotto, al II Piano tetto e sotto tetto fino all’aria N° Civico 16 cui confina 1° e 4° Tobia Mendini, 2° il Comune, 3° Eredi fu Giovanni Inama

2. Una porzione di Casa al N° Civico 21 di proprietà del Comune contenente a piano terra un avolto a uso Cantina, al I Piano N° 4 locali cioè Cucina e tre Camere che confina  1° e 2° il Comune 3° la Strada e 4° Elia Inama, Cosichè la prima di proprietà del fondo primissariale la valutiamo in complesso....... fio. 360

la seconda di proprietà del Comune

la valutiamo.....fio: 375

Dermullo lo 26 Agosto 1896

Eccher Andrea Perito

Tamè Costante Perito

 

 

La cancelleria comunale nel 1893 era nella casa n. 21, ma poi almeno dal 1914, si era affittata una camera per tale scopo da Caterina Endrizzi nella casa n. 6 per l’importo di 30 Corone annue.

 

 

 

 

[1] Cfr. “Dermulo la nuova chiesa e S. Pio X” Pag 37.