LA
CASA n. 8 - casa ai Marini
La casa, successivamente n. 8, era
detta casa ai Marini
[1]
e si trova nominata nel testamento del 1743 di Ferdinando Panizza di Taio.[2]
Nel 1745 la stessa casa è menzionata nel testamento di
Giacomo fu Giacomo Mendini che la lascia al figlio
Giacomo Antonio che viveva a Sanzeno.
Da
Giacomo Antonio la casa passa ai suoi figli Giacomo Antonio e Michele che a loro volta,
nel 1777, venderanno la loro quota rispettivamente ad
Antonio Endriocher e a
Romedio Maria Mendini. Circa dieci anni
dopo l’Endriocher
acquisterà anche la parte di
Romedio Maria Mendini così da
risultare nel catasto del 1780 unico proprietario di questa parte di casa che
aveva una superficie di 51 Pertiche. Cento anni dopo, 30 Pertiche di questa
casa sono proprietà dei Tamè e precisamente di
Giovanni Maria, figlio di Giuseppe.[3]
Ai primi del ‘900 Giovanni, figlio di Giovanni Maria, emigra negli Stati Uniti
e la casa passa alla famiglia Eccher che negli anni ’30 la venderà a Domenico
Zanon di Rabbi. Le rimanenti 21 Pertiche risultano proprietà dei fratelli
Andrea e
Felice Eccher, figli di Lorenzo. Nel 1892 qui nascerà l’illustre
musicista e compositore di musica sacra,
Celestino Eccher.
Degno di nota, è anche il portale
gotico di pietra, che immette nell’aia posta nella parte sud del caseggiato.
| PERSONE EFFETTIVAMENTE PRESENTI NELLA CASA | ||||
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1710 |
1780 |
1830 |
1880 |
1921 |
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disabitata |
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Giacomo Endriocher (f) |
Margherita Martinelli (m) |
Monica Inama (m) |
Maria Pancheri (m) |
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Maria Endriocher (f) |
Orsola Endriocher (f) |
Enrico Eccher (f) |
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Elisabetta Endriocher (f) |
Rachele Eccher (f) |
Mario Endrizzi (f) |
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M.Teresa Endriocher (f) |
Francesco Eccher (f) |
Colomba Endrizzi (f) |
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Anna Endriocher (f) |
Giacomo Eccher (f) |
Maria Endrizzi (f) |
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Giuseppe Endriocher (fr) |
Anna Eccher (f) |
Natalia Endrizzi (f) |
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Gio.Maria Tamè (v) |
Giulio Stratta (a) |
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Giuseppe Tamè (f) |
Maria Stratta (m) |
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Massimino Tamè (f) |
Giulio Stratta (f) |
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Oliva Tamè (f) |
Italo Stratta (f) |
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Giovanni Tamè (f) |
Argentina Stratta (f) |
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Teresa Tamè
(f) |
Duilio Stratta (f) |
| Il nominativo sottolineato corrisponde al capofamiglia. Le seguenti abbreviazioni indicano i rapporti di parentela con il nome sottolineato: m sta per moglie, f. per figlio/a, fr per fratello, S per sorella, v per vedovo/a, p per padre, M per madre, s per suocero/a, n per nipote, z per zio, N per nuora e c per cognato/a. Per il 1780, i nomi dei proprietari provengono dal Catasto teresiano presso l’A.S.T. Per il 1921 si è preso in considerazione il censimento di tale anno presso l’A.C.D. Inoltre, e solo per questo anno, sono state evidenziate le persone assenti con la lettera a. Per gli anni rimanenti i nomi dei capifamiglia e/o il numero degli occupanti la casa, sono stati desunti da vari documenti consultati presso A.C.D., A.P.T. e A.D.T. | ||||
[1] La mia ipotesi, credo attendibile, sul nome della casa è la seguente: Marino era un nome usato ripetutamente per varie generazioni dai discendenti di Gaspare Inama, tanto che già nel ‘600 si trova il soprannome “Marini”. A Dermulo, per quanto emerso dalle mie ricerche, nel ‘600 e nel ‘700 non esisteva altra persona di nome Marino che non fosse Inama di cognome. Si può considerare quindi questa casa come un’antica casa Inama forse concessa in investitura dai Thun assieme al terreno “alle Strégle Lònge” ad Antonio Inama e ai suoi fratelli nella seconda metà del ‘400? Notizie certe non ne sono emerse, nemmeno l'Inama-Sternegg accenna a questa possibilità. Di sicuro i Marini abitavano nella casa n.2-3 posta a Sud della casa n. 8, e divisa da questa, tramite la viottola denominata Androna. Quindi a causa di questa vicinanza la casa potrebbe essere stata nominata ai Marini, cioè "la casa presso i Marini". Io ritengo quest'ultima ipotesi, la più accreditata.
[2] Nella Regola tenuta dalla Comunità di Dermulo nel 1671 si legge : Antonio Panizza “Thai, convicini Hermuli”. Potrebbe quindi aver abitato nella casa “ai Marini”.
[3] L’ultimo discendente degli Endriocher, certo Celeste, si allontanò da Dermulo e non vi fece più ritorno; Vigilio Tamè, che era zio di Giovanni Maria, fu nominato suo procuratore e quando fu decisa la vendita della casa, Giovanni Maria Tamè la acquistò.
Case Mappa1928 Mappa '600-700 Foto della Casa n.8