LA CASA N° 5 - 6- alla Catuzza
(Oggi Via S. Giustina
n. 23, 25 e 27)
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Per
esclusione si può ipotizzare che la casa fosse l’antica abitazione delle
famiglie Pret. Allo stato attuale delle ricerche non è però emerso alcun dato
certo.
La parte a nord di questa doppia
casa detta alla Catuzza apparteneva
alla fine del ‘600 alla famiglia Endrizzi
[1];
la parte a sud (futura n. 5) era invece proprietà di
Giorgio Tamè e di
Gio. Giacomo Inama. Sicuramente, comunque, nel 1748 nella suddetta parte sud
abitava Gregorio Endrizzi con la moglie Domenica. E’ evidente quindi che
Gregorio
doveva averla comperata dai predetti
Inama e
Tamè.
Poiché gli Endrizzi di cui si parla
erano quelli originari di Don e visto che dopo il 1760 la casa è invece
suddivisa fra i tre figli di
Antonio Endrizzi di Dercolo cerchiamo di dare una
spiegazione di come tale passaggio sia avvenuto.
Una prima frazione, la futura n. 6,
diviene proprietà dei coniugi
Antonio e Massenzia Endrizzi nel 1726, quando gli
eredi di Gregorio Endrizzi, cedono loro 2 stanze e relativi anditi nella casa alla Catuzza.
Giacomo, figlio del fu
Antonio Endrizzi,
presumibilmente
comprò la parte sud della casa, dagli eredi di
Gregorio Endrizzi.
Nel 1780 un parte di 33 Pertiche (quella più a sud) è intestata a
Giacomo Endrizzi, un’altra di 6
Pertiche al
fratello Silvestro.[2]
La parte di
Giacomo, probabilmente
per la sua non buona situazione finanziaria,
[3]
passa in proprietà di Antonio, figlio di Giovanni Francesco Inama. Poi alla
metà dell’800 passa ai due figli di Antonio,
Giuseppe e
Giovanni con 13 Pertiche
ciascuno e a
Mattia Mendini con 6
Pertiche.
Mattia
abitava nella casa di fronte (n.3) e ritengo
che le 6 Pertiche corrispondessero a una stalla o a una cantina.
La casa sarà abitata dai
discendenti del figlio
Giovanni, soprannominati Zanéti, fino al 1985. Nella parte a nord abitarono per molti anni
anche i discendenti di Baldassare fu Baldassare Inama, cugino di
Giovanni.
La casa n. 6 fu abitata dai
discendenti di
Silvestro per varie generazioni per poi passare, negli anni ’30
del Novecento,
alla famiglia Pante originaria di Lamon (Bl). Per diversi
[4]
anni una stanza di questa casa fu affittata al Comune di Dermulo ad uso
“Cancelleria”.
| PERSONE EFFETTIVAMENTE PRESENTI NELLA CASA | ||||
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1710 |
1780 |
1830 |
1880 |
1921 |
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casa 5 |
casa 5 |
casa 5 |
casa 5 |
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M.Anna Widmann (m) |
Elisabetta Parolini (m) |
Basilia Calliari (m) |
Elena Poloni (m) |
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Giacomo Endrizzi (f) |
Francesca Inama (f) |
Beniamino Inama (f) |
Irene Inama (f) |
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Massenzia Endrizzi (f) |
Giuseppe Inama (f) |
Giovanna Inama (f) |
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Giovanni Inama (f) |
Daniele Inama
(f) |
Emanuele Inama
(v) |
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casa 6 |
Anna Inama (f) |
Giuseppe Inama (f) |
Ester Inama (f) (a) |
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Filippo Inama (f) |
Carolina Inama (f) |
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Maria Biasi (m) |
Maria Inama (f) |
Beniamino Inama (a) |
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Massenzia Endrizzi (f) |
N. Inama (f)? |
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Filomena Inama (m) |
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Giovanni Endrizzi (f) |
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Maria Inama (f) |
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Giacomo Endrizzi (f) |
casa 6 |
Marianna Bonadiman (m) |
Lino Inama (f) |
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Augusto Inama (f) |
Onorina Inama (f) |
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M.Teresa Endrizzi (S) |
Felice Inama (f) |
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Emanuele Inama (f) |
casa 6 |
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casa 6 |
Oliva Ziller (m) |
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Silvia Tamè (f) |
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Caterina Bertagnolli (m) |
Vigilio Tamè (f) |
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Anna Endrizzi (f) |
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Nicolò Endrizzi (fr) |
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| Il nominativo sottolineato corrisponde al capofamiglia. Le seguenti abbreviazioni indicano i rapporti di parentela con il nome sottolineato: m sta per moglie, f. per figlio/a, fr per fratello, S per sorella, v per vedovo/a, p per padre, M per madre, s per suocero/a, n per nipote, z per zio, N per nuora e c per cognato/a. Per il 1780, i nomi dei proprietari provengono dal Catasto teresiano presso l’A.S.T. Per il 1921 si è preso in considerazione il censimento di tale anno presso l’A.C.D. Inoltre, e solo per questo anno, sono state evidenziate le persone assenti con la lettera a. Per gli anni rimanenti i nomi dei capifamiglia e/o il numero degli occupanti la casa, sono stati desunti da vari documenti consultati presso A.C.D., A.P.T. e A.D.T. | ||||
[1] Sicuramente ne era proprietario Gregorio nato nel 1641 e forse il nome Catuzza era da mettere in relazione con la seconda moglie di Gregorio che si chiamava Caterina.
[2] Nel 1770 risulta che una frazione di casa apparteneva a un altro fratello di nome Andrea che però viveva a Taio.
[3] Nel 1810, un anno prima della sua morte, Giacomo, non potendo far fronte ai debiti che aveva contratto con Francesco Chilovi di Taio, gli cedeva diversi campi.
[4] A partire da circa il 1914, quando il Comune paga a Caterina Endrizzi 40 corone all’anno per l’affitto.
Case Mappa1928 Mappa '600-700 Foto della Casa n.5-6