LA CASA N° 4 - casa Endrizia

(Oggi Via Eccher n. 28 e Via Strada Romana n. 6)
                                                                                                     

 Questa casa, detta casa Endrizia, era l’abitazione dei primi Endrizzi di Dermulo[1]. In almeno tre fasi successive, la casa passa in proprietà di Vittore Tamè figlio di Giorgio; e cioè nel 1748 Gregorio Endrizzi gli aveva ceduto una prima parte in permuta[2]; una porzione gli perviene nel 1749 dalla moglie Barbara, figlia di Enrico Endrizzi e un’altra parte è ricevuta in eredità nel 1766 dai due fratelli Giorgio e Gregorio Endrizzi, cugini della moglie, che erano morti a Mezzocorona senza discendenti.

Giovanni Maria Tamè, figlio di Vittore, acquisterà nel 1774 per 50 Ragnesi un’ultima porzione di casa dai fratelli Giacomo e Gaspare Inama e da Michele figlio di Michele Busetti di Taio. Quest'ultima porzione faceva sempre parte dell'eredità lasciata dai due fratelli Endrizzi.

Nel 1780, la casa è intestata interamente a Giovanni Maria Tamè ed ha una superficie di 36 Pertiche.

Albina Tamè è l’ultima discendente di Giovanni Maria ad abitare la casa che oggi è proprietà della famiglia Valentini.[3]

 

PERSONE EFFETTIVAMENTE PRESENTI NELLA CASA

1710

1780

1830

1880

1921

Gregorio Endrizzi

Giovanni Maria Tamè

Domenica Nesler (v)

Vittore Tamè

Maria Asson (v)

Anna N. (m)

Domenica Nesler (m)

Simone Tamè (f)

Lucia Pancheri (m)

Albina Tamè (f)

Massenzia Endrizzi (f)

Giuseppe Tamè (f)

Barbara Tamè (f)

Albina Tamè (f)

Fiorentino Tamè (f)

 

 

 

Dionigio Tamè (f)

 

 

 

Giuseppe Tamè

Rosina Tamè (f)

 

 

 

Domenica Inama (m)

Emanuele Tamè (f)

 

 

 

Gio.Maria Tamè (f)

Vigilio Tamè (fr)

 

 

 

Domenica Tamè (f)

 

 

 

 

Vittore Tamè (f)

 

 

 

 

Maddalena Tamè (f)

 

 

 

 

Antonio Tamè(fr)

 

 

 

 

 

 

 

Il nominativo sottolineato corrisponde al capofamiglia. Le seguenti abbreviazioni indicano i rapporti di parentela con il nome sottolineato: m sta per moglie, f. per figlio/a, fr per fratello, S per sorella, v per vedovo/a, p per padre, M per madre, s per suocero/a, n per nipote, z per zio, N per nuora e c per cognato/a. Per il 1780, i nomi dei proprietari provengono dal Catasto teresiano  presso l’A.S.T. Per il 1921 si è preso in considerazione il censimento di tale anno presso l’A.C.D.  Inoltre, e solo per questo anno, sono state evidenziate le persone assenti con la lettera a. Per gli anni rimanenti i nomi dei capifamiglia e/o il numero degli occupanti la casa, sono stati desunti da vari documenti consultati presso A.C.D., A.P.T. e A.D.T.

 

 

[1] Si può ipotizzare che la casa fosse stata proprietà di Enrico Inama che era il nonno paterno di Gregorio Endrizzi. (Per chiarimenti su queste parentele v. Tav. 24).

[2] Si trattava esattamente della parte a ridosso della casa Guelmi. Vittore Tamè in cambio gli aveva dato “un revolto nella casa della vedova Massenza lasciata da Antonio”.

[3] Albina sposa Alessio Valentini di Tuenno che si trasferisce a Dermulo.
 

 

Case  Mappa1928  Mappa '600-700