LA CASA N°
2 - 3-
alla Crosara o Inama di sopra
(Oggi
Via Eccher n. 22 e 26 e Via Strada Romana n. 8)
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Una parte di casa sarà abitata intorno al 1617 da Giacomo Chilovi genero di
Ercole Inama e più tardi dalla
famiglia di suo figlio Gaspare. In seguito la casa sarà acquisita, in periodi
diversi, dalle
famiglie Inama della linea di Rìgolo.
Nel 1680, con Silvestro
ancora in vita, la casa n. 2-3 viene divisa fra i suoi due figli,
Giacomo e
Vittore (che possedeva pure le
case n. 26-27).
Vittore muore nel 1690 e con una
divisione fatta nel 1695 la sua parte di casa n. 2-3 passerà ai due figli
Ottavio e
Vittore II°
[1]. Grosso modo si trattava della parte di
casa a est, più tardi numerata con il n. 3.
Vittore II° intraprenderà poi la
carriera ecclesiastica e lascerà la sua parte a
Ottavio
[2].
Nel 1745 la casa di Ottavio è divisa fra i tre figli Vittore, Giacomo e Silvestro. L’altra parte è invece di Giacomo Antonio Inama di Taio [3] che a sua volta la venderà a Giacomo Inama fu Michele.
Nel 1771
Giacomofu Michele Inama, per
sistemare alcuni affari con i suoi cugini di secondo grado, cioè i fratelli
Antonio e
Giovanni figli del fu
Gio.Batta
Inama e Gio.Batta fu
Gio.Batta
Inama nipote dei due fratelli (Antonio e Giovanni), cede loro due parti di
casa alla Crosara della superficie di 42
Pertiche.[4] Con successivi
aggiustamenti, le due parti di casa contigue passeranno in proprietà ad
Antonio e quindi al genero
Giovanni Mendini
[5] che nel 1796 le
venderà a Giuseppe fu Giacomo Inama.[6]
Nel 1780 la futura casa n. 2 e 3 alla Crosara
[7] aveva una superficie totale di 101
Pertiche, suddivisa fra quattro proprietari:
Giovanni Mendini (42 Pertiche),
Giacomo Inama (34
Pertiche), Baldassare Inama
(15 Pertiche) e Giovanni Inama
(10 Pertiche).
La casa di
Giacomo (34
Pertiche) fu in seguito divisa fra i figli
Gio.Batta e
Giuseppe e il primo, che
abitava a Brescia, venderà nel 1806 la sua parte di 17 Pertiche a
Matteo Mendini.
Una parte della casa di
Giovanni Inama sarà invece
venduta nel 1802 dalla figlia Dorotea a
Baldassare Inama e a
Gio.Batta fu Giacomo Inama;
5 Pertiche saranno acquistate anche da
Valentino Inama
e 2 Pertiche (probabilmente una cantina o una stalla) da
Pietro fu Francesco Inama che
abitava nella casa di fronte (n. 26).
La casa di 10 Pertiche, proprietà di Giovanni Inama, proveniva dall’eredità del suocero Vittore Inama. Nel 1770 Giovanni cedeva a Lucia, (sorella della moglie Cecilia e vedova del fratello Gio.Batta) una parte di casa al di là del rì in cambio di tutta la proprietà della casa alla Crosara e del piccolo orto nelle vicinanze.[8] Osservando gli avvolti, oggi proprietà di Antonio Inama, si possono ancora vedere delle aperture già tamponate in passato che una volta dovevano essere finestre. Si può quindi affermare che la porzione di casa una volta numero 2, (o una sua parte) sia stata costruita in un secondo tempo rispetto a quella immediatamente adiacente.
| Suddivisione schematica della casa più tardi n. 2-3 | ||
| 1680 | 1745 | 1780 |
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Nel 1830 la porzione a nord-est
della casa n. 3, (quella che fu di
Matteo Mendini)
era occupata da
Urbano Inama
figlio di Valentino.
Poi passò al figlio Albino e a fine secolo la stessa porzione risulta abitata da
Modesto Inama con la sua
famiglia.[9]
| PERSONE EFFETTIVAMENTE PRESENTI NELLA CASA | ||||
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1710 |
1780 |
1830 |
1880 |
1921 |
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casa 2 |
casa 2 |
casa 2 |
casa 2 |
|
Margherita De Panizza (m) |
Maria
Dallavo (m) |
Orsola
Menapace (m) |
Maria
Melchiori (m) |
Fortunata Inama (m) |
|
Caterina
Inama (f) |
Valentino
Inama (f) |
Baldassare Inama (f) |
Mansueta
Inama (f) |
Matteo
Inama (f) |
|
Giovanna
Inama (f) |
|
Giacomo
Inama (f) |
|
Clemente
Inama (f) |
|
Giacomo
Antonio Inama (f) |
|
Maria
Inama (f) |
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Barbara
Inama (f) |
Cecilia Inama (m) |
|
Lorenzina
Inama (f) |
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Margherita Inama (f) |
Anna
Inama (f) |
Maria
Bertolini (m) |
casa
3 |
Brunone
Inama (f) |
|
Pietro
Inama (f) |
Brigida
Inama (f) |
Pietro
Inama (f) |
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Silvestro
Inama (f) |
Dorotea
Inama (f) |
Caterina
Inama (f) |
Erminia
Calliari (m) |
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N. Inama |
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Lorenzo
Inama (f) |
Albino
Inama (f) |
Anna
Chistè (m) |
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casa 3 |
Maria
Inama (f) |
|
Celestino
Inama (f) |
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Lucia
Fedrizzi (m) |
Caterina
Gallo (m) |
Giuseppina Pilati (m) |
casa
3 |
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Gio.Giacomo Inama (f) |
Giacomo
Inama (f) |
casa 3 |
Maria
Inama (f) |
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Vittore
Inama (f) |
Giacomo
Inama (p) |
Rachele
Inama (f) |
Vittorio
Inama (f) |
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Silvestro
Inama (f) |
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Caterina Mendini (m) |
Annibale
Inama (f) |
Giuseppina Inama (f) |
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Brigida
Inama (f) |
Filomena
Inama (f) |
Virginia
Inama (f) |
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Luigia
Inama (f) |
Celeste Inama (f) |
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N. Inama
(f) |
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Teresina
Inama (f) |
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Anna
Chini (m) |
Alessandro Inama (f) |
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Serafina
Inama (f) |
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Teresa Paoli (m) |
Desiderato Inama (f) |
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Arcangelo
Inama (f) |
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Costanza
Inama (f) |
Elisabetta Inama (n) |
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Rachele
Inama (f) |
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| Il nominativo sottolineato corrisponde al capofamiglia. Le seguenti abbreviazioni indicano i rapporti di parentela con il nome sottolineato: m sta per moglie, f. per figlio/a, fr per fratello, S per sorella, v per vedovo/a, p per padre, M per madre, s per suocero/a, n per nipote, z per zio, N per nuora e c per cognato/a. Per il 1780, i nomi dei proprietari provengono dal Catasto teresiano presso l’A.S.T. Per il 1921 si è preso in considerazione il censimento di tale anno presso l’A.C.D. Inoltre, e solo per questo anno, sono state evidenziate le persone assenti con la lettera a. Per gli anni rimanenti i nomi dei capifamiglia e/o il numero degli occupanti la casa, sono stati desunti da vari documenti consultati presso A.C.D., A.P.T. e A.D.T. | ||||
[1] Nel documento di suddivisione del 1695 Marino Inama è citato come confinante di entrambi i fratelli. Di lui però nell’atto di divisione del 1680 non si fa stranamente menzione.
[2]Nello stesso documento si legge che con la parte di casa toccata a Ottavio Inama, confinava il fratello Giovanni Giacomo per mezzo della corte avuta in dono da “Josepho Inama Avisii”. Questi era un discendente della linea di Gaspare abitante a Lavis ormai da quattro generazioni. Nel 1688,1689 e 1699 Giuseppe Inama apostrofato “Mag.cus e Sp.le” fu regolano della Comunità di Lavis. (V. Albino Casetti “Storia di Lavis Giurisdizione di Königsberg-Montereale” pag. 422)
[3] Nel 1710 Giacomo Antonio era a Dermulo e occupava la casa assieme ai fratelli e ai genitori.
[4] Nel documento che parla di questo affare si legge anche che le case provenivano a loro volta da Giacomo Antonio Inama di Taio.
[5] Giovanni Mendini non abiterà in questa casa ma in quella del suocero “al di là del rì”.
[7] Il toponimo Crosara indica un incrocio di quattro strade; nel nostro caso la Strada Romana con l’“Androna” e con la strada sopra agli orti.
[8] Questo susseguirsi di cambi di proprietà è un po’ disorientante anche per l’intrecciarsi di persone dei due rami delle famiglie Inama con la conseguente presenza degli omonimi Giacomo, Giovanni e Gio.Batta.
[9] Urbano o i suoi eredi vendono quindi la casa a Modesto, figlio di Giuseppe Inama.